Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Francia, la fake-news razzista del pompiere ferito

Oltre 130mila condivisioni su Facebook, migliaia di commenti xenofobi contro neri e maghrebini. Insulti al presidente Hollande "solidale solo con gli immigrati delle banlieues". Ma il vigile del fuoco mostrato nella foto era stato ferito nel 2013 dalla polizia. Un falso costruito ad arte per fomentare il vento di intolleranza che soffia oltre le Alpi
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Con oltre 130mila condivisioni su Facebook, la “notizia” del pompiere ferito dai giovani delle banlieues è diventata virale in poche ore; il vigile del fuoco si chiama Quentin, è ritratto in un letto di ospedale con una vistosa fasciatura intorno alla testa, una benda gli copre interamente l’occhio destro. La foto è stata pubblicata dalla pagina Fb “Io sostengo i nostri pompieri” con un polemico attacco al presidente socialista François Hollande fotografato  accanto a Théo, il ragazzo di origine africana sodomizzato con un manganello da due poliziotti lo scorso mese alla periferia di Parigi, un caso che ha indignato l’opinione pubblica progressista e acceso il dibattito  sulla violenza troppo frequente delle forze dell’ordine. “Théo la vittima riceve il sostegno del presidente, ma non Quentin, il pompiere che ha perso un occhio per colpa della feccia”. In effetti anche il giovane vigile del fuoco meriterebbe la solidarietà del mondo politico, peccato che si tratti di un falso, di una fake news come si dice in gergo.

francois-hollande-a-rendu-visite-a-theo-a-l-hopital_exact1024x768_l

Il pompiere si chiama davvero Quentin, Quintin charron ma la foto è del 2013 quando era stato ricoverato dopo una manifestazione sindacale a Grenoble in cui i pompieri si erano scontrati con la polizia davanti la prefettura: Charron era statocolpito al volto da un flash-ball, i fucili a proiettili di gomma impiegati nelle manifestazioni dai Crs (i reparti antisommossa). Nessuna aggressione da parte di ragazzi di origine maghrebina o africana dunque , nessun branco di lupi di periferia, nessun orda islamica o altri fantasmi xenofobi, solo una bugia costruita ad arte per fomentare il tam-tam razzista. E l’operazione è riuscita pefettamente, almeno per 24 ore. Migliaia di commenti contro la racaille la “feccia”, espressione coniata da Nicolas Sarkozy nel 2005 quando era ministro dell’Interno e nelle banlieues bruciava la rivolta, esponenti politici che provano a cavalcare l’onda xenofoba, un clima ammorbante, insomma.

Svelato l’arcano i responsabili della pagina Fb non si sono scomposti più di tanto,  hanno modificato il post, continuando però con allegria a insultare neri e maghrebini, definendo Théo “un congoide” (è originario del Congo) e la sua famiglia “parassiti che rubano i soldi delle tasse dei francesi”. Salutati dal ghigno plaudente delle migliaia di fan.

 

Ultime News

Articoli Correlati