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L’Ulivo sarà anche morto, ma pensiamo a qualcosa di simile

Il partito radicale ha il dovere di fare sentire la sua voce anche nella riorganizzazione della politica interna e dei partiti
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Caro direttore, sul Dubbio di ieri Gerardo Bianco ribatte, avanzando ragionevoli obiezioni, alla proposta avanzata giorni fa da Romano Prodi, di ricostituire il cosiddetto “Ulivo”, il soggetto politico che tra il 1995 e il 2007 unì e portò al governo la sinistra italiana.

Per Bianco quella esperienza è irripetibile, anzi “irrecuperabile”, perché “è stata dissipata con la logica del partito unico e soprattutto con la scelta del Partito Democratico di collocarsi in Europa nel Partito Socialista”.

Riaffiorano qui rivendicazioni identitarie oggi – nella disgregazione e dissolvimento di ogni e qualsiasi identità ideologia o ideale – ancor meno, e definitivamente, ripresentabili con le loro rivendicazioni e pretese, metafisiche o storiche che siano. Ma è certo che un processo di ( ri) aggregazione dei soggetti politici italiani ( e non solo) si imponga, se non altro in vista dei tremendi appuntamenti internazionali che incombono.

Se una ripetizione dell’” Ulivo” è impossibile, da qualche punto occorre comunque incominciare e sono sicuro che l’appello di Prodi vada in questa direzione. Penso anzi che siano in corso, da quale parte non mi è del tutto chiaro, altre omologhe iniziative o tentativi. Lasciano in superficie tracce scarse e sibilline, ma non del tutto invisibili, almeno a chi ama le ( indispensabili anche se fallaci) supposizioni.

Il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito non può, per Statuto, partecipare, direttamente e con il suo simbolo, a competizioni elettorali a carattere nazionale, ma credo abbia il dovere di fare sentire la sua voce anche sul tema della riorganizzazione della politica interna e dei suoi soggetti, i partiti. Negli ultimi tempi Pannella ha ribadito i suoi ammonimenti circa la crisi che le democazie occidentali ( non solo quella italiana) stanno correndo a causa dell’invecchiamento e sfaldamento dei loro storici pilastri ideologici o ideali: le tradizionali classificazioni di “sinistra” e “destra” fondate sui temi dell’eguaglianza socioeconomica da conquistare ( o meno) sono, a detta di un bel po’ di osservatori, inservibili pur se molti vi si attardano sopra. Il mondo globalizzato ( anche se oggi sotto attacco) richiede altre prospettive e progettualità.

Mi pare che sia interesse comune che gli schemi, i progetti, i suggerimenti in tal senso che solo il Prntt può offrire vengano presi in considerazione nell’auspicabile dibattito e confronto. Più che sui partiti, esso dovrebbe far riferimento – come un po’ fece anche l’Ulivo – ai temi delle Istituzioni e della “governabilità” del mondo al livello – appunto – globale. Nella lista degli inviti al tavolo dell’ideale incontro mi auguro vi sia anche il Prntt.

 

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