Martedì 17 Marzo 2026

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Giustizia lenta

Processi civili in Cassazione oltre tre anni per le sentenze

Al 30 giugno scorso il contatore del disposition time, che stima il tempo medio atteso di definizione dei procedimenti, è arrivato a 971 giorni, rispetto ai 1.302 giorni del 2019

13 Agosto 2024, 15:04

14 Dicembre 2025, 17:10

Processi civili in Cassazione oltre tre anni per le sentenze

L’ufficio statistico della Cassazione ha reso noti i dati, anticipati da Il Sole2 4Ore, delle durata dei processi civili davanti alla Corte Suprema: oltre tre anni per giungere a sentenza. Un dato che consente di essere ottimisti sui parametri fissati dal Pnrr. Al 30 giugno scorso il contatore del disposition time, che stima il tempo medio atteso di definizione dei procedimenti, è arrivato a 971 giorni, rispetto ai 1.302 giorni del 2019. ha già portato a raggiungere l'obiettivo finale di 977 giorni, fissato dal Pnrr per il 30 giugno 2026.

I tempi, però, si allungano sempre secondo il report della Cassazione fino a tre anni e mezzo quando si allarga l'esame alla durata effettiva, dalla data di iscrizione alla decisione, di tutti i procedimenti civili definiti a piazza Cavour nei primi sei mesi del 2024. Si arriva a tre anni, cinque mesi e 23 giorni, cioè 1.268 giorni totali, in aumento rispetto ai 1.208 giorni del primo semestre 2023 e ai 1.225 giorni dello stesso periodo del 2022.

A pesare sulla durata dei processi civili in Cassazione sono soprattutto i processi tributari. Infatti la durata media dei procedimenti nella sezione tributaria arriva a 1.722 giorni, quattro anni e otto mesi, in calo rispetto ai 2.152 giorni del 2022 ma in aumento sul primo semestre del 2023, con quattro anni e cinque mesi (1.629 giorni).

Buone notizie per gli arretrati con una diminuzione del 14% rispetto al primo semestre del 2022 e del 9% sul 2023. Circa il 43%, cioè 39.498, sono procedimenti fiscali, alcuni risalenti a più di dieci anni fa. Anche per il comparto fiscale c'è una flessione, pari all' 8,6% rispetto al 30 giugno 2023, ma ben lontani dall'obiettivo di abbattere il grande arretrato: 21.153 cause per imposte dirette e 9.356 per tributi locali.

Un aspetto che potrebbe aggravare il quadro è rappresentato dalle nuove iscrizioni, che secondo l’ufficio statistica della Cassazione fa registrare una nuova impennata: dai 13.307 dei primi sei mesi del 2023 ai14.311 del 2024 ( nel 2022 erano 15.495). A trainare le nuove iscrizioni è soprattutto la sezione tributaria, che da sola ha incassato 5.201 impugnazioni, un +36% se paragonato alle 3.816 dell'anno scorso, ma ancora sotto i 5.478 dei primi sei mesi del 2022.