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Energia: Atecon Aps, Agenzia Entrate sanziona consumatori vittime di pratiche scorrette

Sulle detrazioni fiscali “bene rinnovabile”
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Roma, 23 nov. (Labitalia) – E’ scattato l’allarme dopo l’invio di sanzioni dall’Agenzia delle Entrate verso consumatori, vittime di pratiche commerciali scorrette, convinti in mala fede a detrarre fiscalmente quote riguardanti il consumo dell’energia elettrica. Secondo Atecon Aps, Associazione Tutela Energia e Consumatori: “Molte aziende fanno sottoscrivere contratti “All inclusive”, dove all’acquisto del bene rinnovabile, come un impianto fotovoltaico, detraibile fiscalmente, uniscono e camuffano come finta regalia, la fornitura di energia elettrica oppure di gas, con l’inganno che tutto sia detraibile. L’azienda, fattura l’intera cifra come ‘bene rinnovabile’”.
Il consumatore, fidandosi dell’azienda, “porta tutto in detrazione, commettendo una violazione fiscale sanzionata dall’Agenzia delle Entrate con una ammenda fino a circa 1.000,00 euro, per ogni anno detratto”, avverte Atecon Aps che chiede una “necessaria tutela preventiva verso consumatori ed aziende oneste”.
Un illecito che, dunque “nasce dall’attività di alcune società che stanno promettendo ai consumatori di non pagare più le bollette, in tutto o in parte, anche fino a vent’anni, attraverso l’istallazione di un bene rinnovabile, quindi detraibile fiscalmente, e la fornitura contestuale di energia elettrica “gratis”. Una in particolare forniva una scatoletta bianca che collegata a un contatore avrebbe dovuto far arrivare nelle case dei consumatori energia elettrica green e detraibile. Parliamo delle detrazioni Iperf, previste anche dall’ultima Legge di Bilancio, applicabili solo e soltanto al costo del bene rinnovabile. Queste possono riguardare ad esempio una caldaia, un impianto fotovoltaico o un mini pannello, da mettere fuori sul balcone”, dettaglia Atecon Aps.
“Purtroppo – spiega Paolo Schiona, presidente Atecon Aps, Associazione Tutela Energia e Consumatori – molte società offrono servizi ‘tutto incluso’ dove, in aggiunta all’acquisto del bene che può essere detratto fiscalmente, uniscono e camuffano come finta regalia, la fornitura di energia elettrica oppure di gas. Il prezzo del prodotto viene così maggiorato rispetto al costo reale e l’azienda, sebbene proponga la vendita del bene più l’energia, fattura il tutto come ‘bene rinnovabile’. A questo punto la finanziaria, che non vigila attentamente, emette un bonifico per le detrazioni, che unito alla fattura e alla certificazione Enea, dà la possibilità al cittadino di detrarre tutta la cifra”.
Il consumatore, però, non essendo un professionista, in buona fede e ignaro di quello che sta facendo, portando in detrazione il costo del bene rinnovabile, commette una violazione fiscale sanzionata dall’Agenzia delle Entrate con una ammenda fino a circa 1.000,00 euro, per ogni anno detratto.
“La situazione – prosegue Schiona – riguarda sempre più famiglie italiane e noi, come associazione, stiamo portando avanti una battaglia per far riconoscere l’illegittimità di queste pratiche commerciali e tutelare i consumatori. La gestione delle utenze energetiche in questo periodo, vista la complessità della materia normativa, può rendere necessario un supporto utile a identificare eventuali anomalie e/o imprecisioni per richiedere, qualora si rendesse necessario, il maltolto. Questo perché il mercato delle offerte a volte è gestito da società poco trasparenti e con contratti a volte non ottemperati così come sottoscritti. Quindi, per evitare che il problema si presenti è necessaria una tutela preventiva, non quando il problema si è palesato. Nel nostro caso forniamo ai cittadini l’analisi della documentazione relativa al contratto di acquisto del bene rinnovabile, verificando se è congrua o meno con le detrazioni previste. In caso di problemi, la persona ha così la possibilità di muoversi anticipatamente rispetto all’Agenzia delle Entrate, facendo vedere la propria buona fede”.
Portare in detrazione quote non spettanti o comunque in violazione della normativa fiscale, può avere risvolti civili, tributari e anche penali. Un primo controllo dovrebbe partire proprio dalle Finanziarie, in quanto enti deputati a vigilare su quanto finanziano, fornendo così una prima forma di tutela al consumatore stesso. Purtroppo i danni generati dalle violazioni fiscali colpiscono sostanzialmente ogni cittadino che paga le tasse. Proprio perché quei soldi finiscono nelle casse di quelle aziende che operano in maniera scorretta, diventando presenti in maniera sempre più massiccia nel mercato.
“E’ nostro obiettivo riportare l’attenzione su un problema che riguarda davvero tante famiglie italiane, accusate ingiustamente di aver commesso un reato di natura fiscale ai danni dello Stato – conclude Schiona – nel nostro caso, tutelare preventivamente i consumatori, significa anche fornire loro le informazioni utili per capire se la proposta commerciale che ricevono è una proposta concreta oppure una scorretta e vessatoria. Ma è bene sottolineare che, come associazione, non vogliamo assolutamente contrastare il mercato dell’energia rinnovabile. Anzi, vogliamo tutelare tutto il comparto del consumo, aiutando sia i consumatori e sia quei professionisti che operano nel mercato in modo onesto ma devono fare i conti con l’attuale crisi economica e con competitor sleali. Già è faticoso lavorare diligentemente, immaginiamoci doverlo fare contrastando società che in maniera scorretta, rubano clienti”.

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