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Cena a casa Pittelli, trasferiti i giudici Giuseppe Perri e Pietro Scuteri

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Diciassette voti a favore e sei astenuti. Si conclude così la pratica in Plenum nei confronti dei due magistrati in servizio fino a ieri presso la Corte d'Appello di Catanzaro
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Con 17 voti a favore e 6 astenuti, il Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha trasferito ad altra sede i giudici civili della Corte d’Appello di Catanzaro, Giuseppe Perri e Pietro Scuteri. I due magistrati avevano presenziato il 16 marzo del 2018 ad una cena tenutasi a casa dell’avvocato Giancarlo Pittelli, già parlamentare della Repubblica, attuale imputato nel processo “Rinascita Scott“.

Il relatore della pratica, il consigliere Alberto Maria Benedetti, e gli altri componenti della prima commissione, i consiglieri togati Nino Di Matteo ed Elisabetta Chinaglia, avevano sostenuto le ragioni del trasferimento dei due magistrati per incompatibilità ambientale, in quanto erano emerse delle conversazioni con Pittelli che, dal loro punto di vista, avrebbero offuscato l’immagine e l’imparzialità di Perri e Scuteri nel Distretto giudiziario di Catanzaro. Incompatibilità ambientale da estendersi, secondo i proponenti del doppio trasferimento, anche al Distretto giudiziario di Reggio Calabria. 

Nel corso della discussione, il consigliere laico Alessio Lanzi ha ritenuto suggestive le ricostruzioni contenute nelle delibere, evidenziando come quella fosse una cena tra amici e non tra massoni o ‘ndranghetisti. «Se ci può essere un rapporto d’amicizia tra giudici e pubblici ministeri, perché non ci può essere un’amicizia tra avvocati e magistrati?» ha detto Lanzi. Che alla fine si è astenuto. Ora la terza commissione deciderà la prossima destinazione dei due giudici. (a. a.)

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