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Protezione dei dati personali in campo l’avvocatura europea

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Carla Secchieri (Cnf) saluta l’iniziativa realizzata con i fondi stanziati dall’Unione: «Permette di formare giuristi competenti, di scambiare esperienze, idee e metodi»
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Su questi elementi avvocati e giuristi hanno discusso ieri, nella sede del Consiglio nazionale forense, durante l’evento “Tradata 2” (Training of lawyers on Eu Data Protection), legato ad un progetto finanziato con i fondi europei per la giustizia. Diversi i paesi dell’Unione europea, riuniti in consorzio, che partecipano all’iniziativa. Oltre all’Italia, anche Francia, Spagna, Romania, Grecia, Repubblica Ceca e Polonia.

Gli avvocati, in riferimento alla funzione fondamentale di fornire consulenza legale e di adire i tribunali ove necessario, si trovano ad affrontare cause provenienti sia dal settore delle imprese (per quanto riguarda l’adempimento degli obblighi previsti dalla riforma della protezione dei dati) sia dagli stessi cittadini dell’Ue (per la tutela dei propri diritti in riferimento ai propri dati personali).

Da questi presupposti è sorta l’esigenza di formare adeguatamente i legali sulla normativa Ue in materia di protezione dei dati, sul Gdpr e sulla direttiva riguardante la legge sulla protezione dei dati. Il precedente progetto, finanziato dall’Unione europea e denominato “Tradata 1”, ha in passato consentito a oltre mille avvocati di otto giurisdizioni comunitarie di essere formati sulla riforma della protezione dei dati. Con “Tradata 2” è stato intrapreso lo stesso percorso con l’organizzazione di seminari transfrontalieri.

«La protezione dei dati personali – evidenzia Carla Secchieri del Cnf – è un argomento di importanza fondamentale per i cittadini e per gli operatori del diritto. Negli ultimi tempi è emersa sempre di più la necessità per gli avvocati di trattare con la giusta competenza ed adeguati strumenti tale materia». Il Consiglio nazionale forense già tre anni fa ha partecipato al progetto “Tradata 1”, ricoprendo un ruolo da protagonista.

«In quella occasione – commenta l’avvocata Secchieri – l’iniziativa ha registrato un enorme successo, tanto che come partecipanti al consorzio abbiamo formato oltre duecento partecipanti. Oggi, “Tradata 2” ha uno scopo diverso. Prevede infatti la partecipazione di tutti gli Stati aderenti al consorzio a ciascun seminario con avvocati ed operatori del diritto. I seminari sono tutti in lingua inglese. La materia principale, che verte sul Regolamento europeo, ha proprio nella lingua inglese il suo punto di riferimento. Stiamo assistendo, nel corso di “Tradata 2”, ad un confronto molto costruttivo tra tutti i partecipanti. Un’occasione per affinare delle conoscenze, per scambiarsi esperienze professionali. Una contaminazione di opinioni e metodologie».

L’impegno del Consiglio nazionale forense e degli altri partner aderenti al programma sulla giustizia dell’Unione europea non si ferma nel nostro continente. In futuro, infatti, la partnership si estenderà oltreoceano all’insegna di una condivisione della formazione dei giuristi.

«Nei prossimi mesi – aggiunge Secchieri – verrà redatto uno schema di accordo con gli Stati Uniti per superare alcuni limiti emersi in materia di protezione dei dati e il loro trasferimento in base ad alcuni orientamenti giurisprudenziali. L’avvocatura deve essere particolarmente attenta rispetto a come vengono trattati i dati e a come vengono conservati. Un aspetto da non porre su un piano secondario riguarda gli sbocchi lavorativi e le opportunità che si possono cogliere. Abbiamo già dato un chiaro indirizzo, soprattutto per i giovani colleghi, in merito ad alcune iniziative che verranno organizzate, come quella sul data protection officer. Dobbiamo ragionare in un’ottica europea. Il periodo che stiamo vivendo ci induce ad un confronto costante con i colleghi di altri paesi. La conoscenza di una lingua straniera, l’inglese, per esempio, è imprescindibile, se vogliamo ampliare i nostri orizzonti» . Tra i relatori dell’iniziativa di ieri anche Luigi Montuori (Autorità Garante protezione dati personali), Vincenzo Colarocco, Giovanni Battista Gallus e Filippo Bianchini, tutti e tre della Fondazione italiana per l’innovazione forense.

L’avvocata Cristina Radu della National association of the Romanians Bars ha illustrato il contesto normativo europeo in materia di protezione dei dati, auspicando una collaborazione sempre più stretta tra i paesi aderenti al progetto. Alonso Hernandez- Pinzon, managing director della European lawyers foundation (Elf), ha evidenziato che il progetto si rivolge soprattutto ai giovani avvocati, che possono cogliere nuove opportunità professionali in un contesto, quello dell’Ue, che devono sentire come la loro casa. I contenuti delle attività di formazione del progetto “Tradata” verranno tutti condivisi sulla piattaforma della European lawyers foundation. I prossimi appuntamenti di “Tradata 2” si terranno il 2 dicembre a Perugia e nella primavera del 2023 a Palermo con il coinvolgimento diretto dei Coa delle città ospitanti.

 

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