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L’Unhcr: garantire protezione a rifugiati e richiedenti asilo

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L’Agenzia Onu ha pubblicato le proposte, consegnate ai leader politici in vista delle elezioni, per la gestione dei migranti, l’integrazione, assicurando i soccorsi in mare e la cura dei più vulnerabili
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Fare dell’accoglienza un trampolino di lancio per l’integrazione, rafforzare l’impegno internazionale, garantire il corretto impiego delle risorse destinate all’asilo migliorando la governance e la pianificazione, assicurare i soccorsi in mare, istituire un’agenzia per l’asilo, proteggere e prendersi cura dei più vulnerabili e tanto altro. Parliamo delle proposte pubblicate dall’Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr) su aspetti rilevanti per la protezione dei rifugiati in Italia che sono state consegnate ai leader delle forze politiche in vista delle elezioni del 25 settembre.

SONO 100 MILIONI LE PERSONE COSTRETTE A FUGGIRE DA CONFLITTI E PERSECUZIONI

Nel documento dell’Unhcr consegnato a tutti i leader di partito, viene evidenziato che il numero di persone costrette a fuggire da conflitti e persecuzioni ha superato la drammatica soglia di 100 milioni. Si tratta di quasi il doppio della popolazione italiana. Da anni l’Italia riceve flussi migratori misti via mare, attraverso le rotte del Mediterraneo centrale e orientale, nonché arrivi via terra attraverso i suoi confini settentrionali. In risposta a questa pressione migratoria, l’agenzia Onu osserva che l’Italia ha sviluppato buone pratiche per garantire il diritto d’asilo e ha svolto un ruolo strategico all’interno dell’Unione europea e a livello globale per la protezione dei rifugiati, nel contesto di crisi internazionali che si protraggono e di nuovi conflitti, come quello in Ucraina.

In vista delle prossime elezioni, com’è detto, il documento si propone di fornire a tutti i partiti politici alcune raccomandazioni in materia di protezione dei rifugiati e di asilo. Le raccomandazioni riguardano aree che l’Unhcr considera prioritarie e identificano gli obiettivi generali nella ricerca di soluzioni alla situazione dei rifugiati in Italia e nel mondo. L’Unhcr ha tradizionalmente cooperato in modo proficuo con le istituzioni italiane e con la società civile su questi temi e continuerà a impegnarsi per sostenere il governo italiano nel rispondere alle crisi umanitarie, nel gestire i flussi migratori e migliorare la protezione dei rifugiati nel Paese e all’estero.

L’UNHCR: RAFFORZARE L’IMPEGNO PER AFFRONTARE LE CAUSE DELLE MIGRAZIONI

Il primo punto della proposta è quello di rafforzare l’impegno internazionale nell’affrontare le cause profonde delle migrazioni forzate. Il sostegno ai Paesi fragili e la risposta tempestiva a crisi umanitarie sempre più complesse, aggravate dagli effetti dell’emergenza climatica, secondo l’agenzia Onu costituiscono elementi fondamentali per la prevenzione dei conflitti e la protezione delle popolazioni vulnerabili. La chiave per rafforzare la gestione globale delle migrazioni forzate, quindi, sta nell’affrontarne le cause profonde e nel sostenere le comunità ospitanti nell’accoglienza dei rifugiati. L’Italia, grazie agli interventi umanitari e di cooperazione allo sviluppo, alla partecipazione e al rilevante contributo fornito nei processi multilaterali internazionali come il Patto Globale sui Rifugiati, è un partner fondamentale dell’Unhcr e un importante attore globale. Per questo, il documento osserva che «nei prossimi anni, è fondamentale che l’Italia mantenga un ruolo di primo piano nell’affrontare le cause profonde e nel rispondere alle migrazioni forzate e rafforzi il coinvolgimento di tutti gli attori rilevanti nella promozione dello sviluppo e della pace».

ASSICURARE IL SOCCORSO IN MARE E L’ACCESSO AL TERRITORIO

Un altro punto del documento è quello di assicurare il soccorso in mare e l’accesso al territorio per salvare vite umane. Il salvataggio in mare è un imperativo umanitario, e un dovere morale e legale che gli Stati devono rispettare. L’Italia ha una forte tradizione nel salvataggio in mare e nel garantire lo sbarco sicuro e l’accesso al territorio alle persone in fuga dalle persecuzioni. Il rispetto di questa tradizione, saldamente radicata nel diritto internazionale, «non pregiudica in alcun modo – viene sottolineato nel documento – la legittima prerogativa degli Stati di adottare misure di controllo delle frontiere, nel rispetto dei bisogni di protezione, e del dovere di contrastare il traffico e la tratta di esseri umani». L’Unhcr si dice pronto a sostenere il Governo nell’individuazione di modalità e soluzioni per gestire efficacemente i flussi migratori misti.

L’ACCOGLIENZA SIA TRAMPOLINO PER L’INTEGRAZIONE

Altra proposta è quella di fare dell’accoglienza un trampolino di lancio per l’integrazione. L’accesso tempestivo all’accoglienza, il miglioramento dei servizi per i più vulnerabili e la promozione dell’autonomia dei richiedenti asilo e dei rifugiati «possono essere raggiunti – osserva l’Agenzia Onu nel documento – attraverso un sistema di accoglienza unico e monitorato, che faccia sempre maggiore affidamento sui servizi locali orientati a promuovere l’autonomia dei rifugiati. Sulla base dei risultati ottenuti dal sistema Sai negli ultimi vent’anni, un impegno più ampio e sistematico dei Comuni in tutto il Paese dovrebbe essere incluso in qualsiasi agenda politica sull’accoglienza». L’Unhcr sottolinea che continuerà a sostenere il governo e i rifugiati con una pluralità di programmi volti all’inclusione, tra i quali attività con rifugiati volontari, community- matching, l’accoglienza in famiglia e il supporto all’inserimento lavorativo, in collaborazione con la società civile e il settore privato.

PROTEGGERE E PRENDERSI CURA DEI PIÙ VULNERABILI

L’altro punto, ed è quello che sta particolarmente a cuore a Il Dubbio, è quello di proteggere e prendersi cura dei più vulnerabili. Nel documento si evidenzia che dal momento dell’arrivo e durante tutta la procedura di asilo «è essenziale proteggere le persone più vulnerabili, compresi i minori non accompagnati e separati, le persone sopravvissute alla violenza di genere o alla tortura, le persone con disabilità, gli anziani e altri individui a rischio».

In coordinamento con le autorità competenti, l’Unhcr annuncia che continuerà a fornire il proprio sostegno «per colmare le lacune e costruire un sistema che risponda alle esigenze specifiche delle persone in condizione di vulnerabilità, garantendone l’identificazione immediata, l’invio a servizi di accoglienza adeguati e tutelanti, nonché un’integrazione che sia sensibile ai bisogni di protezione dei singoli». L’agenzia Onu afferma che è necessario inoltre aumentare la capacità di accoglienza dedicata alle persone vulnerabili, e tutto ciò è in linea con l’interesse superiore del minore e le soluzioni di accoglienza devono essere riformate con l’obiettivo di sviluppare le buone pratiche disponibili a livello internazionale per la minore età, come le famiglie affidatarie.

Ma l’Unhcr si rivolge anche alla modalità del dibattito pubblico, o meglio la narrazione che difficilmente risulta equilibrato, obiettivo e costruttivo. In un mondo in cui ogni anno scoppiano nuovi conflitti e quelli esistenti si intensificano, le migrazioni forzate sono destinate a proseguire; è quindi – viene sottolineato nel documento – nell’interesse di tutti i Paesi promuovere una narrativa che favorisca la coesistenza, il dialogo e la valorizzazione delle diversità tra le comunità, oggi e negli anni a venire. L’agenzia Onu indica come punto di riferimento proprio la Carta di Roma, il codice deontologico recepito dal testo unico dei doveri del giornalista.

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