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L’evoluzione dell’uomo grazie al teatro: dal mito alla tragedia

Fabrizio Vona e Marika De Chiara metteranno in scena il prossimo venerdì 2 settembre a partire dalle 18.30 al Chiostro di Campitelli al Teatro di Marcello di Roma lo spettacolo “IL TEATRO SPECCHIO DEL COSMO, Tra Mito e Tragedia”
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C’è grande attesa e non poca curiosità per la Conferenza Spettacolo: “IL TEATRO SPECCHIO DEL COSMO, Tra Mito e Tragedia” che Fabrizio Vona e Marika De Chiara metteranno in scena il prossimo venerdì 2 settembre a partire dalle 18.30 nella splendida cornice del Chiostro di Campitelli al Teatro di Marcello di Roma. La kermesse si inserisce nel vasto cartellone delle Notti Romane al Teatro Marcello ed è una delle iniziative organizzate dai Concerti del Tempietto per il Festival Musicale delle Nazioni che richiamerà romani e turisti fino al 2 ottobre.

È un fiume in piena Fabrizio Vona, attore ciociaro, ricercatore e professore a contratto presso l’Università degli Studi di Tor Vergata, chiamato a promuovere quella che definisce «la mia riflessione a voce alta sui tanti perché del vivere umano». In cinquanta minuti più dibattito Vona intende mettere in risalto l’evoluzione dell’uomo, dal mito alla tragedia. «Se nell’ epoca del mito – spiega – tutto ruotava attorno ad una dimensione corale dove l’uomo/ eroe, basti pensare ad esempio ai personaggi omerici, agisce guidato da una sorta di morale eroica quasi prestabilita, dipendente da potenze universali regolatrici oggettive, con l’avvento del teatro, l’uomo/eroe diventa soggetto agente, non subisce ma si stacca dal “coro”, prende a porsi, da solo, le grandi domande sul perché dell’esistenza, proprio quegli stessi interrogativi cui prima rispondeva La Sapienza indiscussa del mito». «Vorrei tanto che durante la mia conferenza lo spettatore riflettesse su come l’uomo, diventato protagonista del proprio agire con l’avvento del teatro, sia finalmente un essere libero, unico e solo responsabile di fare bene ma anche di fare male. La riflessione che desidero lanciare al pubblico riguarda anche le possibilità ed i limiti della libertà acquisita, vorrei che ci si interrogasse su come essa sia onore ed onere al tempo stesso, in quanto ci obbliga, costantemente, a scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato».

Daranno concretezza a questi aulici discorsi le letture della coprotagonista della serata, l’attrice Marika De Chiara, che, alternandosi con Vona, con entusiasmo svela i testi dell’incontro. Le si legge in volto come il più coinvolgente per lei sia il monologo di Clitennestra tratto dall’ Agamennone di Eschilo. «Dare voce alla regina che si presenta davanti ai cittadini di Argo fiera di avere assassinato il marito con tutte le conseguenze che poi subirà- dice De Chiara – è stato per me un lavoro molto interessante: il suo orgoglio, la sua decisione e soprattutto la convinzione senza ripensamenti di compiere un delitto così efferato la rende una donna che si è mossa individualmente, pienamente consapevole dell’atto contro il volere della cittadinanza». De Chiara leggerà inoltre alcuni versi di “Alla Luna” di Leopardi che conosciamo tutti come uno sguardo dell’essere umano ad una dimensione molto più alta, dove l’astro è specchio del cosmo ed una poesia di Pascoli, Il bolide, tratto dai “Canti di Castelvecchio” in cui il poeta si ritrova ad avere consapevolezza del fatto che sia un nulla rispetto al cosmo. Un essere minuscolo in relazione all’infinitezza dell’universo stesso.

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