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Cirinnà di ripensa: «Mi candido, bisogna salvare l’Italia dai fascisti»

Dopo le polemiche, l'annuncio: la senatrice dem accetta la proposta del Pd. «Ho ricevuto uno schiaffo. Ma non scapperò, combatterò come un gladiatore»
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«Penso che sarà una battaglia difficile, complicata ma che forse vale la pena di fare, per salvare l’Italia dall’oscurantismo e dai fascisti. E nonostante tutti gli errori fatti, credo che valga ancora la pena votare Pd. Essere rieletti al collegio di Roma 4 sarà una battaglia difficilissima. Farò la mia battaglia e lo faccio perché tantissime persone mi hanno chiesto di ripensarci». Così la senatrice del Pd Monica Cirinnà annuncia nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama che ha accettato la candidatura proposta dal partito e per la quale ieri aveva duramente protestato.

«Ho passato una notte terribile in attesa di capire quale sarebbe stata la mia collocazione. Ho atteso per molte ore la convocazione della direzione. Posso dire che è un film già visto, avendo vissuto la notte delle liste di Renzi», spiega la senatrice dem. «Le regole erano chiare. No pluricandidature, no paracadute, valorizzare il merito e le competenze. Questi criteri erano perfettamente applicabili alla mia persona e alla mia storia politica, al mio territorio. Nonostante tutto ciò questi criteri sono stati negati sulla mia persona, nonostante il radicamento sui territori. Non sono stata valorizzata come dirigente nazionale per il lavoro che ho fatto e le competenze che ho», aggiunge Monica Cirinnà .

«È una gestione degli accordi e delle liste a dire poco pessima, ci troviamo con alleati che prima erano alleati e ora nemici; abbiamo alleati che poco portano al centrosinistra. La questione delle alleanze e delle liste è stata gestita malissimo. Questa notte è stata fatta carta straccia degli accordi. Io credo che il collegio Senato uninominale Roma 4 contenga territori per i quali io non sono adatta. Per gli argomenti e i temi di cui mi occupo. Nonostante il programma del Pd sia stato sventagliato come programma con i diritti al centro. Dicono questo e poi i due collegi di Roma centro sono dati agli alleati, quindi il Pd mette nei posti più difficili i suoi dirigenti di punta. Mi sono sentita colpita in prima persona, ero certa di poter fare un bel lavoro ma ho ricevuto uno schiaffo. In molti stanno rifiutando i collegi perché considerati la fossa del leone», spiega ancora la Senatrice dem. «Ho pensato a lungo al da farsi. Non scapperò, combatterò come un gladiatore».

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