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Letta attacca: «Fuoco sul Quirinale, errore drammatico del centrodestra». E “avverte”: «L’Italia non tornerà indietro»

Pd Letta Conte Terzo Polo
Il segretario del Partito democratico, durante la Direzione nazionale, lancia un lungo applauso per il Capo dello Stato e affronta i temi della campagna elettorale. «I nostri contendenti vanno di scimitarra»
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Applausi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in apertura della Direzione nazionale del Partito democratico, durante la quale Enrico Letta è ritornato sulle parole espresse ieri da Silvio Berlusconi sul presidenzialismo, come riforma costituzionale da attuare nella nuova legislatura, qualora vincesse il centrodestra.

Letta e le elezioni del 25 settembre

«Quella del 25 settembre – ha detto Enrico Letta, nel corso del suo intervento alla Direzione Nazionale del Partito democratico – è una scelta storica, o si sta da una parte o dall’altra», dopo il “tributo” a Mattarella, tirato in mezzo dal Cavaliere. «L’Italia non torna indietro, ci crediamo, vogliono far tornare indietro l’Italia ma noi non lo permetteremo», ha sottolineato Letta, il quale ha aggiunto: «Aver voluto mettere dentro il fuoco della campagna elettorale il Quirinale è un errore drammatico che la destra ha fatto, che Berlusconi ha fatto».

Il riferimento di Letta all’ultimo congresso del Msi a Napoli

«Nel congresso di Napoli del Msi si proponeva il presidenzialismo come viene proposto oggi da Fratelli d’Italia e da Berlusconi. I nostri contendenti – ha continuato Enrico Letta – vanno di scimitarra, fregandosene della compatibilità tematica, programmatica e di coperture. Nemmeno l’intero debito pubblico italiano può essere sufficiente per coprire i costi del programma della destra».

«I video spagnoli della Meloni – ha evidenziato Enrico Letta – raccontano un’idea dei diritti delle persone, dell’organizzazione della società e tra le persone che rappresenta quel messaggio, l’Italia torna indietro. Quello che faremo in bus elettrico è il viaggio nel modo più sostenibile possibile, un modo per mettere il dito nella piaga dei nostri problemi. Le tappe saranno scandite dalla colonnine di ricarica, non dalla nostra voglia di andare a Pisa o a Livorno. In ogni altro Paese europeo sarebbe possibile. Tutto questo ha senso se se ne parla, se diventa un messaggio», ha poi spiegato sulla campagna elettorale.

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