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Baroni via da Forza Italia. E Tajani: «Gelmini e Brunetta siano coerenti»

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Il "braccio destro" di Berlusconi: «Dovrebbero dire: "Rinuncio a tutto, perché ho avuto dal mio partito tanto". Se non fossi d’accordo con il mio partito me ne andrei, tornerei a casa. Tornerei a fare il giornalista o il nonno»
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«La posizione politica assunta dal partito in piena crisi di governo è stata sconcertante. Mai mi sarei aspettata che Forza Italia scippasse a Conte e ai 5 Stelle la responsabilità di far cadere l’esecutivo guidato da Draghi, condannando il Paese all’instabilità e mettendo a rischio importanti provvedimenti a favore di famiglie e ceti produttivi. Non mi riconosco più in questa Forza Italia, che ormai da tempo insegue Salvini e il suo populismo». Così la deputata Annalisa Baroni, annuncia in una nota il suo addio a Forza Italia. «Stupore e delusione – aggiunge Baroni – arrivano anche dai territori, dagli amministratori locali e dai tanti imprenditori della mia provincia, Mantova, che ho avuto modo di sentire in questi giorni. Ha ragione Mariastella Gelmini quando dice che in Forza Italia non c’è più spazio per i moderati. Da oggi non faccio più parte di Forza Italia e lascio ogni carica all’interno del partito».

Tajani chiede coerenza a Gelmini e Brunetta

Gli insulti a Renato Brunetta «io personalmente non li ho sentiti. Il problema qui non sono gli insulti ma la coerenza politica. Anche io in trent’anni di militanza politica ho subito torti, se me ne fossi andato avrei rinnegato la mia storia. Ma io ho dedicato la vita a combattere nei valori nei quali credo. Non potrei mai passare nel campo avverso. Magari rinuncio a tutto quello che ho». Lo ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, ad Agorà su Rai3.

«Siamo sempre stati coerenti con il nostro Fondatore Berlusconi e con i valori con cui è nata Forza Italia – ha proseguito Tajani riferendosi alla ministra Mariastella Gelmini – Se non si è d’accordo con il proprio partito, non si passa con il campo avverso. Dovrebbero dire: “Rinuncio a tutto, perché ho avuto dal mio partito tanto”. Se non fossi d’accordo con il mio partito me ne andrei, tornerei a casa. Tornerei a fare il giornalista o il nonno. Ma passare da ministri di Forza Italia a fare i piccoli comprimari del pd assieme all’estrema sinistra…».

Riguardo le accuse di aver «male informato» il presidente Berlusconi sulle vicende che hanno portato alla caduta del governo, Tajani ha replicato: «Non rispondo a una calunnia. Ricordo che il capodelegazione di Forza Italia al governo non ero io, era Mariastella Gelmini. Il compito di mantenere il rapporto tra il presidente del Consiglio e il leader del partito toccava a lei«.

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