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«Qui non ci puoi stare!». Strappa il burqa a una donna incinta e la butta giù dal treno

Firenze, l’autore del gesto è stato identificato e denunciato per lesioni aggravate dall’odio razziale. La donna, in compagnia del figlio di 11 anni, era sotto choc
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Le ha strappato il burqa dal volto, l’ha strattonata e buttata giù dal treno in malo modo intimandole di non provare a salirci più: è accaduto alla stazione di Calenzano (Firenze) dove la donna, di origini marocchine e al settimo mese di gravidanza, si trovava in compagnia del figlio di 11 anni. L’autore del gesto è stato identificato e denunciato per lesioni aggravate dall’odio razziale.

La donna – riferisce «La Nazione» – indossava il burqa, nero, che le copriva completamente il viso come impone la fede mussulmana e voleva prendere il treno regionale 17830 per raggiungere Firenze. Quando il convoglio ha accostato alla banchina e si è fermato, è salita insieme al figlio: non ha fatto a tempo a mettere i piedi sul treno che le è andato incontro un uomo, 35 anni originario di Vaiano, in provincia di Prato, che ha cominciato a sbraitare qualcosa. «Qui non ci puoi stare, capito?», le ha gridato. «La gente come voi qui non ci deve stare, hai capito?», ha proseguito perdendo completamente le staffe. Poi l’ha strattonata e le ha strappato il velo dal volto, infine l’ha spintonata fino a buttarla di sotto dal treno.

Il figlio, spaventato, si è messo a piangere e la donna, sotto choc, è scappata temendo per l’incolumità sua e del bambino. La scena è avvenuta sotto gli occhi del capotreno e di diversi testimoni. Secondo quanto riferito, la donna ha poi preso un altro treno ed è scesa alla stazione di Campo di Marte a Firenze dove, facendosi coraggio, è si recata al posto fisso della polizia ferroviaria per sporgere denuncia. La denuncia è stata girata ai colleghi della polizia giudiziaria della Polfer comparto Toscana che si sono messi subito sulle tracce dell’aggressore. «Lo abbiamo rintracciato il giorno dopo grazie alle telecamere di sorveglianza installate sul regionale – hanno spiegato dalla Polfer alla Nazione – Abbiamo preso lo stesso treno e lo abbiamo individuato e fermato». L’uomo è un pendolare, residente a Vaiano, che tutti i giorni prende lo stesso treno per recarsi a Firenze al lavoro. Il giorno successivo all’aggressione contro la mussulmana, il pendolare è stato bloccato dagli agenti.

«Non ha negato il fatto e non ha neppure chiesto scusa», spiegano sempre dalla Polfer. La Procura di Prato, competente per territorio, ha aperto un fascicolo per lesioni e violenza privata aggravata dai motivi abietti e dall’odio razziale. L’uomo è stato riconosciuto e identificato grazie allo zaino che aveva con sé sia il giorno dell’aggressione sia quello successivo. «Oltre alle immagini delle telecamere di sorveglianza del treno – concludono dalla Polfer – abbiamo anche il racconto di diversi testimoni fra cui i pendolari e il capotreno che hanno confermato come sono andate le cose».

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