Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Addio a Luca Serianni, il linguista amato da generazioni di studenti

Il professore emerito della Sapienza era stato travolto da un’auto mentre attraversava le strisce pedonali ad Ostia
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Il linguista e filologo Luca Serianni, professore emerito di storia della lingua italiana dell’Università La Sapienza di Roma, dove ha insegnato dal 1980 al 2017, accademico di grande autorevolezza e fama internazionale nel campo degli studi sul linguaggio poetico e la grammatica storica, è morto all’età di 74 anni all’ospedale San Camillo della Capitale, dove era ricoverato in coma irreversibile, in seguito ai postumi di un incidente stradale.

Nella prima mattina del 18 luglio Serianni è stato travolto da un’auto mentre attraversava le strisce pedonali ad Ostia, sul litorale romano, dove aveva deciso da tempo di abitare. L’annuncio della scomparsa, avvenuta questa mattina alle 9.30, quando i medici hanno constato l’esito piatto dell’ elettroencefalogramma, dichiarando la morte cerebrale, è stato dato dalla famiglia che ringrazia «tutti coloro che in questi giorni hanno manifestato il loro affetto». I familiari e gli amici «esprimono la loro personale gratitudine al personale sanitario dell’Ospedale San Camillo di Roma».« Luca Serianni è il più autorevole linguista italiano che abbiamo avuto negli ultimi decenni», ha detto all’Adnkronos Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca. «Piangiamo un maestro unico, che ha avuto rapporti strettissimi con i suoi colleghi ed allievi: ha formato un cospicuo gruppo di studiosi, alcuni dei quali occupano posizioni di rilievo nel mondo degli studi».

Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia della Crusca e dell’Arcadia, della Casa di Dante di Roma, vicepresidente della Società Dante Alighieri, direttore delle riviste «Studi linguistici italiani» e «Studi di lessicografia italiana», Serianni ha dedicato la sua vita al «culto» della «parola», scritta e parlata, affermandosi come uno dei più influenti linguisti italiani, autore di numerosi testi sulla grammatica che hanno fatto la storia recente della linguistica. Ha curato, a partire dal 2004, gli aggiornamenti del vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli e dall’edizione del 2017 ne è divenuto anche coautore. L’ultimo evento pubblico a cui Serianni ha partecipato è stato il 6luglio scorso a Firenze quando ha presenziato all’inaugurazione delle prime due sale del Mundi, il Museo Nazionale dell’Italiano, di cui era coordinatore scientifico, alla presenza del ministro della Cultura, Dario Franceschini. È stato il coronamento di un sogno culturale che perseguiva dal 2003 con la mostra «Dove il Sì suona», allestita proprio a Firenze e poi portata in giro per l’Italia. Studioso dai vasti interessi di storia linguistica italiana antica e moderna, Serianni ha scritto una fortunata «Grammatica italiana» (Utet), più volte ristampata (anche come Garzantina con il titolo «Italiano» nel 1997) e ha curato, con Pietro Trifone, una «Storia della lingua italiana» in tre volumi (Einaudi, 1993-94). Tra i suoi numerosi libri più recenti figurano: «Prima lezione di grammatica»(Laterza 2010), «La lingua poetica italiana. Grammatica e testi»(Carocci, 2009), «L’ora d’italiano» (Laterza, 2010), «Italiano in prosa» (Cesati, 2011), «Leggere, scrivere, argomentare. Prove ragionate di scrittura» (Laterza, 2013). Il suo volume è «Parola di Dante» (Il Mulino, 2021), in cui ha sintetizzato i suoi molti studi lessicografici e filologici sul Sommo Poeta.

Ultime News

Articoli Correlati