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Vaccino contro il Covid, Locatelli: «In ottobre quarta dose per gli over 60»

Locatelli
Secondo il presidente del Consiglio Superiore della Sanità, il virus può continuare a fare male. E mantiene ferma la posizione sull'obbligo vaccinale per il personale sanitario
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«A differenza degli scorsi due anni, siamo in una fase in cui è netto e consolidato l’incremento della circolazione virale, dovuto a due fattori. Abbiamo delle varianti con indici di contagiosità altissimi, a livello del morbillo, come Omicron Ba4 e Ba5 che oggi rappresentano già abbondantemente più del 50% dei ceppi virali identificati nel Paese. Il secondo fattore nasce dall’abbandono di gran parte delle misure non farmacologiche di contenimento». Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità, intervistato da Repubblica. «È chiaro che grazie alle vaccinazioni, ma anche a una minor capacità di Omicron di infettare le cellule degli alveoli polmonari, le manifestazioni cliniche sono meno gravi – prosegue – Non significa però che non ci possa essere un numero rilevante di ricoveri, che non a caso adesso sono saliti sopra i 5.000, oltre a un certo numero di morti».

«Siamo a più di 30 mila decessi dall’inizio dell’anno – aggiunge – Alla luce di questi dati e dell’elevata circolazione virale, ritengo che i contagiati debbano rimanere a casa. Anche perché è evidente che i numeri sono sottostimanti. Tantissimi positivi fanno il test da soli e non entrano nei numeri ufficiali». L’impatto di questa “ondata”, «in termini di decessi e letti occupati è nettamente inferiore rispetto a quello della Delta, ma la circolazione è importante, interessa tutte le Regioni e tutte le fasce di età. Anche per questo è importante usare tutte le armi per prevenire le morti, cioè vaccini e farmaci antivirali, che ultimamente si usano di più».

Secondo Locatelli, andiamo verso una malattia endemica, «ma stiamo attenti a non sottovalutare questa fase – prosegue – Il virus può continuare a fare male». E sulla campagna vaccinale che partirà in autunno, osserva: «La offrirei, oltre ai fragili, a chi ha dai 60 anni in su. Da quell’età c’è un maggiore rischio di sviluppare una malattia grave». Infine, quella dell’obbligo vaccinale «è una pagina chiusa dal 15 di giugno. Sono al contrario molto fermo sul personale sanitario, che invece deve rispettare l’obbligo».

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