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I magistrati onorari: «Noi sotto ricatto»

AssoGot ha scritto alla ministra Cartabia, ponendo una serie di domande sul futuro della categoria
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Nel silenzio generale, oggi scadrà il termine ultimo entro il quale i magistrati onorari in servizio da oltre venti anni devono presentare la domanda di partecipazione alla procedura valutativa per continuare a lavorare. Chi non rispetterà tale termine cesserà immediatamente dalle funzioni, che per i più sono l’unica fonte di sostentamento. Il tutto è previsto da un emendamento alla legge di bilancio 2022 che prevede la prosecuzione del sistema di pagamento a cottimo e comporta l’automatica rinuncia a ogni ulteriore pretesa di qualsivoglia natura conseguente al rapporto di lavoro pregresso, ultraventennale e notoriamente sprovvisto di qualsiasi tutela, così come comprovato anche dall’apertura di una procedura d’infrazione europea contro l’Italia.

Dalla categoria tale emendamento è stato considerato una vera “estorsione di Stato”. A completare il quadro, c’è l’assoluta incertezza circa il trattamento lavorativo, economico e previdenziale che verrà offerto a coloro che supereranno la procedura valutativa. Si sa a cosa si rinuncia, ossia tutto il pregresso, ma non si conosce la contropartita. Per tutto questo il Direttivo di AssoGot ha inviato una lettera alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia: «Dopo aver dedicato la nostra vita alla giurisdizione, spesso non godendo di alcun diritto, con enorme sacrificio della sfera familiare, la Giustizia ci tratta come estranei, anzi come intrusi, ponendoci un gravoso ultimatum e abbandonandoci, senza alcun riguardo, ad un destino incerto. È trascorso un anno e mezzo dalla Sua nomina, ma è mancata, nel volgere di questi mesi, qualsiasi occasione di ascolto e di confronto. Abbiamo appreso delle nostre sorti da occasionali frammenti di intervista, da norme approvate nottetempo (senza alcun dibattito parlamentare), da algide circolari del Dicastero».

Nella missiva poi si pongono una serie di domande alla Guardasigilli: «Sottoporre a un’ennesima prova valutativa magistrati, sia pur onorari, reclutati con concorso per titoli e già sottoposti a verifiche periodiche, non le sembra una scelta mortificante e inopportuna, specie se si considera che tali figure decidono da anni oltre il 50% delle cause civili e penali e rappresentano la pubblica accusa nel 90% dei giudizi monocratici?». E ancora, la rinuncia ad ogni ulteriore pretesa di qualsivoglia natura conseguente al rapporto onorario pregresso «alla luce dei principi giuslavoristici recepiti dal nostro ordinamento, non Le sembra un odioso e inammissibile ricatto?».

Poi i membri di AssoGot chiedono alla responsabile di Via Arenula se «i magistrati onorari che supereranno la procedura valutativa saranno considerati lavoratori dipendenti con trattamento commisurato a tale status e con stipula di un vero contratto di lavoro, o continueranno a prestare attività come ‘ funzionari onorari’ privi di qualsiasi diritto? Ai magistrati onorari che supereranno la procedura valutativa il ministero pagherà i contributi previdenziali e assistenziali?». Noi ci chiediamo: la ministra risponderà a queste più che legittime domande?

 

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