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Les jeux sont faits. Domani i ballottaggi. A Verona Tommasi prova il colpo grosso

Il centrosinistra ora ci crede: dopo 15 anni può strappare il capoluogo scaligero al centrodestra diviso
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Resa dei conti domani nelle principali città che andranno al ballottaggio per decidere i loro prossimi sindaci. E test, su scala locale, per gli schieramenti politici che a grandi passi si avvicinano verso la campagna elettorale per le Politiche 2023.

Occhi puntati su Verona, dove Damiano Tommasi può strappare la città al centrodestra dopo 15 anni, ma anche su Piacenza, Alessandria, Lucca e Catanzaro, realtà diverse tra loro ma per un motivo o per l’altro interessanti da seguire durante lo spoglio di domani sera.

Andando con ordine, il capoluogo scaligero è certamente quello che ha raccolto l’attenzione più alta, vista la separazione al primo turno nello schieramento di centrodestra, con il sindaco uscente Federico Sboariba sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia e l’ex primo cittadino Flavio Tosi appoggiato da Forza Italia, e il mancato apparentamento tra i due in vista del ballottaggio. «I veronesi hanno già una visione comune e non c’è bisogno di mettere nero su bianco l’intesa», ha detto Sboarina rifiutando la mano tesa di Tosi che tuttavia aspettava una telefonata, mai arrivata. E così l’ex sindaco ha abbracciato Silvio Berlusconi ed è entrato in Forza Italia in piena campagna pre- secondo turno. Il tutto a vantaggio di Damiano Tommasi, ex calciatore capace di unire l’intero centrosinistra e fare campagna elettorale parlando di «valori sui quali ricostruire la città». Dovesse vincere, «Verona diventerebbe la capitale dei transgender», ha tuonato Sboarina con tanto di invito da parte del vescovo, Giuseppe Zenti, a favorire chi difende la famiglia tradizionale.

L’impressione è che una vittoria di Tommasi provocherebbe un terremoto nel centrodestra, con i tre leader, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che hanno postato tre video identici per invitare a votare i candidati della coalizione in tutta Italia ma che non hanno saputo far sedere allo stesso tavolo Tosi e Sboarina.

Spostandoci a ovest, s’incontra la sfida di Piacenza, dove si affronteranno la sindaca uscente Patrizia Barbieri, sostenuta dal centrodestra, e la consigliera regionale del Pd, Katia Tarasconi, arrivata davanti per appena due punti al primo turno. Decisivi saranno i voti raccolti due settimane fa da Stefano Cugini, che ha unito la sinistra e il Movimento 5 Stelle, raccogliendo l’ 11 per cento, e dal liberale Corrado Sforza Fogliani, che ha preso l’ 8 per cento.

Teoricamente i voti di Cugini dovrebbero finire a Tarasconi e quelli di Sforza Fogliani a Barbieri, ma non sono stati siglati apparentamenti ufficiali e potrebbe essere una corsa all’ultimo voto.

Ancor più a ovest c’è Alessandria, capace di far puntare su di sè i riflettori per il comportamento del centrosinistra, che al primo turno si è presentata in coalizione con il Movimento 5 Stelle e al ballottaggio incorpora anche Azione. A partire avanti è proprio il candidato del centrosinistra, Giorgio Abonante, del Pd, arrivato alprimo turno due punti sopra il sindaco uscente, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, della Lega.

Scendendo la Penisola, incontriamo Lucca, capoluogo di provincia maggiore protagonista, assieme a Verona, di queste due settimane prima dei ballottaggi. Tutto merito ( o colpa) sia del centrodestra, che ha scelto l’apparentamento con gli ex Casapound, sia di Carlo Calenda, che ha rinnegato il suo candidato al primo turno ( nel frattempo anch’egli apparentatosi con il centrodestra) e sosterrà Francesco Raspini, sostenuto dal centrosinistra e in testa dopo il primo turno. A sfidarlo sarà il sindaco uscente Mario Pardini, che deve recuperare quasi dieci punti e che per farlo ha riunito le forze politiche di cui sopra. Scelta che, tra le altre cose, ha portato all’addio da Forza Italia dell’ “eretico” Elio Vito, con tanto di dimissioni da deputato.

Infine, arrivando a sud è da seguire con attenzione la partita di Catanzaro, unico capoluogo di regione al ballottaggio. Si sfideranno due professore universitari: Valerio Donato, ex esponente del Pd che più volte ha ribadito il carattere civico della sua candidatura, pur essendo sostenuto da Lega, Forza Italia e avendo anche ottenuto il via libera da Fratelli d’Italia, e Nicola Fiorita, appoggiato da Pd, M5S e apparentatosi anche con Antonello Talerico, che al primo turno era sostenuto da Noi con l’Italia.

Particolare il caso di Cesano Maderno, in provincia di Monza e Brianza. Al primo turno l’hanno spuntata Gianpiero Bocca, del centrosinistra, e Luca Bosio, appoggiato da Lega e Fratelli d’Italia ma non da Forza Italia. Che al ballottaggio ha deciso di non appoggiare i compagni di coalizione. Il nome del candidato azzurro? Tale Michele Santoro.

 

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