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Giallo sulla morte di Bochicchio, il tribunale di Roma rinvia il processo al broker dei vip

I giudici attendono il riconoscimento della salma e il certificato di morte. La procura: si valuta esame del Dna
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È stato rinviato al 15 settembre il processo a carico del broker Massimo Bochicchio, che ha perso la vita ieri in un incidente in via Salaria mentre era in sella alla sua moto. I giudici della settima sezione penale del tribunale di Roma, davanti ai quali era in corso il procedimento che vedeva Bochicchio imputato per riciclaggio e abusiva attività finanziaria, hanno disposto il rinvio dell’udienza in attesa dell’atto formale di riconoscimento della salma e dell’acquisizione del certificato di morte.

«Abbiamo appreso da fonti aperte della morte dell’imputato Bochicchio, e non essendo stato depositato formalmente il certificato di morte, considerati i tempi necessari, è opportuno disporre un rinvio a settembre», ha detto il giudice. «La famiglia mi ha contattato ieri spiegandomi che erano stati informati dalla Polizia locale dell’incidente ma non abbiamo ancora un certificato di morte di Massimo Bochicchio – ha detto in aula il difensore del broker l’avvocato Gianluca Tognozzi – perché anche il fratello che si è recato sul posto ha spiegato che non è stato ancora possibile effettuare un riconoscimento».

Il broker, morto carbonizzato ieri dopo aver perso il controllo della moto su cui si trovava, una Bmw, finita fuori strada, era sotto processo a Roma dopo essere stato accusato di aver truffato anche alcuni vip e personaggi dello sport. Il procedimento era scattato in seguito alle denunce presentate da alcuni dei truffati, fra cui figurano alcuni vip e personaggi dello sport, come l’attaccante della Roma Stephan El Shaarawy, l’ex allenatore della Nazionale Marcello Lippi e l’ex mister dell’Inter Antonio Conte, che avrebbe investito, tramite il fratello, circa 24 milioni di euro.

Nel frattempo la procura di Roma aprirà un fascicolo in relazione alla morte del broker. Il pm Andrea Cusani è in attesa della prima informativa della polizia locale di Roma Capitale per delegare al medico legale l’incarico per effettuare l’esame autoptico sul corpo di Bochicchio. E se necessario sarà disposto anche l’esame del Dna, visto che il corpo è completamente carbonizzato. Formalmente l’indagine potrebbe essere aperta per istigazione al suicidio, ma – secondo quanto apprende l’AGI – non sarebbe questa l’ipotesi dei magistrati. Al vaglio ci sarebbe infatti, come prima possibile causa, quella del malore fatale. Saranno inoltre disposti degli accertamenti sulla moto. Secondo quanto emerso la motocicletta di Bochicchio si sarebbe spostata verso destra andando a sbattere contro il muro.

«Non si deve strumentalizzare la morte di una persona costruendo un film su qualcosa che non esiste. Siamo in attesa del certificato di morte che arriverà, come da prassi in questi tragici casi, dopo il riconoscimento della salma», precisa l’avvocato Gianluca Tognozzi, difensore di Bochicchio. «È opportuno fugare ogni dubbio e credo che la procura voglia disporre tutti gli accertamenti necessari», commenta invece l’avvocato Cesare Placanica, che difende 14 parti civili, tra i quali l’attaccante della Roma Stephan El Shaarawy e l’ex mister dell’Inter Antonio Conte.

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