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Medvedev ringhia contro l’Occidente: «Voglio farli sparire». Kiev accusa: «600 civili nelle camere delle torture a Kherson»

Dmitry Medvedev
L'ex presidente russo e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza di Mosca spara a zero: «Vogliono la morte per la Russia e finché sono vivo, farò di tutto per farli sparire»
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Arrivano nuovo durissime parole di Dmitri Medvedev contro gli occidentali. «Mi viene spesso chiesto perché i miei post sono così duri – ha scritto su Telegram l’ex presidente russo e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza di Mosca – La risposta è che li odio. Sono bastardi e fanatici. Vogliono la morte per la Russia e finché sono vivo, farò di tutto per farli sparire».

Ucraina, polemiche tra Zelensky ed Ankara

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha rivelato che né lui, né il ministro degli esteri Kuleba erano stati invitato all’incontro dell’8 giugno ad Ankara in Turchia in cui si tratterà dell’esportazione del grano ucraino attraverso il Mar Nero.  «Io non sono stato invitato e ad oggi non lo è stato neanche il ministro degli Esteri. Per noi è importante esportare il grano, che le navi siano scortate dalla flotta di un paese o dell’altro. Ne abbiamo parlato sia con la Turchia che con la Gran Bretagna – spiega – La Turchia sta cercando di individuare la modalità attraverso cui fornirci garanzie. Io credo che con questo intento si incontri con la Russia: ottenere da Mosca garanzie sulla sicurezza delle loro navi».

Guerra in Ucraina, parla Michel

La Russia in Ucraina «brandisce la violenza sessuale come arma di guerra. La violenza sessuale è un crimine di guerra, un crimine contro l’umanità». Lo dice il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, intervenendo ieri sera a New York alla riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La violenza sessuale, continua Michel, è «una tattica di tortura, di terrore e di repressione. Sono crimini, atti vergognosi in una guerra vergognosa. Devono essere esposti alla luce del sole e non devono restare impuniti», conclude.

Kiev accusa: “600 civili nelle camere delle torture a Kherson”

Circa seicento persone sono state portate nelle «camere delle torture» nella regione di Kherson, nel sud dell’Ucraina, dalle truppe russe. È l’accusa formulata da Tamila Tacheva, rappresentante permanente della presidenza ucraina in Crimeabriefing. «Secondo le nostre informazioni, circa 600 persone sono detenute in scantinati appositamente attrezzati, in camere di tortura, nella regione di Kherson», ha detto citata dall’agenzia di stampa ucraina Ukrinform. Circa 300 persone sono «nei seminterrati» nella città di Kherson e le altre in diversi insediamenti della regione, ha detto Tacheva. «Sono detenuti in condizioni disumane e sono vittime di torture», ha aggiunto. Si tratta «principalmente di giornalisti e attivisti» che hanno organizzato «manifestazioni filo-ucraine a Kherson e nella regione» dopo che le truppe russe hanno occupato il territorio, ha detto Tacheva.

 

 

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