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«La riforma su famiglia, minori e persone va nella giusta direzione»

Parla Cinzia Calabrese, presidente di Aiaf: «Abbiamo organizzato la scuola di Alta Formazione in diritto delle relazioni familiari: è una scuola biennale che forma i colleghi interessati ad ampliare le loro conoscenze»
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Formazione e studio sono i pilastri dell’Aiaf (Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori), presieduta dall’avvocata Cinzia Calabrese che esprime un parere molto positivo sulla riforma civile. L’associazione è impegnata anche sul versante divulgativo: la sua rivista ha di recente ottenuto il riconoscimento di carattere scientifico dall’Anvur.

Presidente Calabrese, la riforma civile in materia di persone, minorenni e famiglie va nella giusta direzione?

L’Aiaf da anni si batte come associazione specialistica perché ci sia un’unica autorità giudiziaria per evitare che le parti siano costrette a fare la spola tra Tribunale ordinario, Tribunale per i minorenni e Giudice tutelare. Oltretutto con il rischio di avere delle decisioni contrastanti, senza dimenticare i tempi lunghissimi e i costi. Non dimentichiamo che questi ultimi devono essere sopportati dalle parti. Apprezziamo molto la creazione di un unico Tribunale previsto dalla riforma con la previsione di un unico rito nel quale sono rispettati i diritti di difesa e i principi del contraddittorio. Un altro punto molto importante riguarda la tutela dei minori sin dalle prime fasi con la nomina del curatore speciale- avvocato, adeguatamente formato. Altro aspetto rilevante, che potrà consentire a questa riforma di raggiungere i suoi obiettivi, è la formazione degli avvocati e del giudice specializzato. Lo stesso riguarda tutti i soggetti che si occupano a vario titolo delle relazioni familiari e della tutela dei soggetti vulnerabili.

Perché viene data molta importanza all’approccio multidisciplinare?

È utile sottolineare che non deve essere un esperto o un giudice onorario a fare parte del collegio, come è stato fino ad ora, ma deve essere un soggetto esterno per consentire anche alle parti di essere rappresentate da un proprio esperto. Tutto questo per evitare le “prassi distorsive”, che, purtroppo, hanno determinato molteplici condanne da parte della Corte europea dei diritti umani. La multidisciplinarietà deve essere garantita, ma con esperti che siano esterni e non facciano parte del collegio giudicante.

Gli obiettivi della Legge 206/ 2021 si raggiungono anche con l’investimento di maggiori risorse?

La razionalizzazione, la competenza di un unico Tribunale e, quindi, la concentrazione delle tutele davanti a un unico giudice vanno in questa direzione. La riforma prevede, tra le altre cose, un ampliamento della negoziazione assistita. È auspicabile che sia usata il più possibile da noi avvocati. Quest’ultimo istituto non prevedeva l’estensione alle coppie non unite in matrimonio. Adesso, invece, la negoziazione assistita potrà essere utilizzata anche per la regolamentazione dei rapporti tra i genitori non uniti in matrimonio e i figli. Si tratta di una norma di immediata applicazione, dal 22 giugno prossimo. L’auspicio è che il processo di famiglia, con la messa a disposizione di maggiori risorse, diventi più efficiente.

Lei è stata rieletta di recente alla guida dell’Aiaf. Quali obiettivi si prefigge nel suo secondo mandato?

Continueremo a impegnarci per tutelare i diritti delle persone, dei minorenni e delle famiglie. In particolare, grazie anche a chi mi ha preceduto, un pensiero lo rivolgo alla compianta Milena Pini, prima che entrasse la normativa sulla specializzazione abbiamo messo in piedi la scuola di alta formazione in diritto delle relazioni familiari. Si tratta di una scuola biennale che forma gli avvocati che intendono ampliare le loro conoscenze. Oltre a questa attività formativa, continuiamo a dedicarci all’organizzazione di una serie di corsi. Non ci siamo fermati neppure durante la pandemia. Abbiamo utilizzato le piattaforme. Inoltre, dall’ottobre del 2020 fino al marzo del 2021, abbiamo riattivato alcuni gruppi di lavoro che si sono occupati di una serie di temi che ritroviamo nella riforma. Gli ambiti sono stati quelli, per esempio, del processo, della consulenza tecnica d’ufficio, dei servizi sociali, della violenza domestica. Il lavoro svolto ci ha permesso di redigere il nostro manifesto in concomitanza con la creazione della “Commissione Luiso”, che, in tempi record, ha riformato il processo di famiglia e non solo.

Un intervento rilevante ha riguardato l’articolo 403 del Codice civile ( Intervento della pubblica autorità a favore dei minori)…

Proprio così. Questo articolo del Codice civile è stato processualizzato e giurisdizionalizzato con tempi molto serrati. È stata prevista una maggiore garanzia di contraddittorio e di possibilità per le parti di interloquire. Un aspetto che fino ad ora aveva portato a prassi più che distorsive. Siamo riusciti a vedere realizzati molti dei nostri obiettivi nella Legge 206/ 2021. Ecco perché il mio giudizio è estremamente positivo e difendo la normativa a spada tratta. Come ha detto la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, la riforma è perfettibile, ma è stato fatto un grande passo in avanti per la tutela delle persone e nell’affrontare la crisi della relazione familiare. C’è pure un altro tema che non va trascurato.

Prego, dica pure…

Il tema della violenza vede impegnata l’Aiaf da tempo su più fronti con attività di prevenzione e formazione. La Legge 206 va incontro a precise necessità, come quella di garantire la tutela della vittima ed evitare la cosiddetta vittimizzazione secondaria di cui si è tanto parlato. La relazione della Commissione parlamentare sui femminicidi ha messo in evidenza gli strumenti da utilizzare e la presidente dell’Aiaf Campania, l’avvocata Concetta Gentili, ha dato un contributo considerevole.

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