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Cento giorni di guerra, Putin rimuove il generale Dvornikov dalla guida sul campo

Mosca garantisce l'export del gran dai porti di Mariupol e Berdyansk. L'Ue sanziona il "macellaio di Bucha"
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Mentre la guerra in Ucraina entra nel suo centesimo giorno, la Russia è vicina a un «successo tattico in Donbass». Secondo l’ultimo bollettino dell’intelligence militare britannica, le forze del Cremlino «hanno avuto uno slancio, che hanno mantenuto, e attualmente sembrano conservare l’iniziativa sull’opposizione ucraina». Mosca, osservano gli 007 di Londra, «in seguito al fallimento del progetto iniziale, ha modificato la sua linea operativa concentrandosi sul Donbass», con l’obiettivo di impadronirsi delle intere regioni di Lugansk e Donetsk, che nel 2014 caddero parzialmente in mano ai separatisti filorussi.

Ormai, prosegue il bollettino, «la Russia controlla oltre il 90% dell’Oblast di Lugansk ed è probabile che ne completi il controllo nelle prossime due settimane». Nondimeno, sottolinea l’intelligence militare britannica, la Russia ha ottenuto «questi recenti successi tattici pagando un prezzo significativo in termini di risorse» e «dovrà continuare a investire massicciamente nelle risorse umane e materiali e ciò richiederà probabilmente altro tempo».

Nelle ultime 24 ore, i russi hanno continuato ad avanzare a Severodonetsk e proseguito le operazioni per porre le basi dell’attacco a Lysychansk, l’altra roccaforte residua di Kiev nell’Oblast, sull’altro lato del fiume Seversky Donets. L’incognita è proprio il dispendio di uomini e mezzi che richiederà l’occupazione totale del Lugansk: più elevato sarà, più tempo richiederà la conquista del Donetsk, l’altra regione del Donbass nel mirino di Putin. Su questo fronte, conquistata Lyman, le truppe russe si stanno muovendo a Ovest, attraverso Raihorodok, puntando su Slovyansk, il principale bastione ucraino superstite nella regione insieme a Kramatorsk. Prosegue infine la controffensiva ucraina nel Nord Ovest della regione di Kherson, conquistata dai russi nelle prime fasi del conflitto.

Kev nell’Ue, Kuleba ringrazia «l’amico» Di Maio per il sostegno

Il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha parlato con il suo «amico» e omologo Luigi Di Maio «per informarlo sulla situazione nel Donbass». Il capo della diplomazia di Kiev ha ringraziato Di Maio «per aver sostenuto la candidatura dell’Ucraina all’Ue» e ha parlato «degli sforzi per sbloccare le esportazioni alimentari dell’Ucraina». «Apprezziamo il ruolo costruttivo dell’Italia», ha aggiunto il ministro ucraino.

L’Ue sanziona il “macellaio di Bucha” e la (presunta) amante di Putin

Il Consiglio Ue ha deciso oggi di imporre misure restrittive a ulteriori 65 persone e 18 entità, nel quadro del sesto pacchetto di sanzioni adottate oggi. Le 65 persone elencate includono il personale militare che ha guidato le azioni di quelle unità dell’esercito russo che hanno ucciso, violentato e torturato civili in Ucraina a Bucha, incluso il colonnello Azatbek Omurbekov, soprannominato il «Macellaio di Bucha». L’elenco include anche i responsabili dell’assedio disumano della città di Mariupol, tra cui il colonnello generale Mikhail Mizintsev, soprannominato il «Macellaio di Mariupol», e coloro che a marzo hanno partecipato alla creazione del cosiddetto Comitato di salvezza per la pace e l’ordine 2022 – un organo per la collaborazione con l’occupazione russa nell’oblast di Kherson. Infine, l’Ue sta imponendo sanzioni a politici, propagandisti, importanti uomini d’affari e familiari di individui già sanzionati. Anche l’ex ginnasta e membro della Duma di Stato Alina Kabaeva, presunta fidanzata di Putin, è inclusa nell’elenco come stretta collaboratrice del presidente.

Il sindaco di Mariupol: «Qui i russi giustiziano chi non collabora»

«Nel distretto di Mariupol gli occupanti stanno imprigionando e sparando ai funzionari ucraini che si rifiutano di collaborare con le autorità di occupazione». Lo ha detto a Interfax Ucraina il sindaco di Mariupol Vadym Boychenko, aggiungendo che «il falso tribunale dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk ha condannato a 10 anni di carcere il capo di uno dei villaggi di Azov e almeno un dipendente pubblico è stato giustiziato a colpi di arma da fuoco». «Sono anche detenuti nella prigione di Olenivka – ha detto ancora – decine di volontari che tra marzo e aprile hanno aiutato a evacuare i residenti di Mariupol e hanno cercato di portare cibo e acqua alla città bloccata».

Putin rimuove il generale Dvornikov dalla guida delle forze sul campo

Nuovo colpo ai vertici militari russi: infatti secondo quanto riporta il Conflict Intelligence Team, citato dal Kyiv Independent, Mosca avrebbe deciso di rimuovere il generale Alexander Dvornikov dalla guida delle forze sul campo in Ucraina, per sostituirlo con il generale Gennady Zhidko, ex comandante del distretto militare orientale e vice ministro della Difesa russo. Di Dvornikov, noto per il pugno duro nelle spedizioni in Siria e Cecenia, non si avevano più notizie da un paio di settimane. Eppure proprio a lui il Cremlino si era rivolto all’inizio di aprile per dare una svolta a una operazione militare di cui erano emerse tutte le carenze. Ma se fosse confermato questo nuovo avvicendamento, neanche Dvornikov, evidentemente, sarebbe riuscito a ottenere nell’invasione dell’Ucraina i risultati attesi da Putin.

Mosca garantisce l’export del gran dai porti di Mariupol e Berdyansk

La Russia ha quasi terminato lo sminamento dei porti di Berdyansk e Mariupol che «sono sotto il nostro controllo» e attraverso i quali «siamo pronti a garantire l’esportazione senza problemi di grano ucraino». Lo ha affermato – riferisce l’agenzia Interfax – il presidente Vladimir Putin in un’intervista al canale Rossiya-1. In quei porti – ha aggiunto – «stiamo finendo i lavori di sminamento» visto che «le truppe ucraine avevano deposto tre strati di mine». «Ma questo lavoro è quasi finito e creeremo la logistica necessaria» alla ripresa delle attività marittime, ha concluso Putin.

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