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L’accusa di Kiev: «A Mariupol cadaveri ammassati in un supermercato»

L’accusa parte da Petr Andriyschenko, consigliere del sindaco di Mariupol, che su Telegram denuncia l’esistenza di una «discarica di corpi»
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In uno dei supermercati del quartiere Livoberezhnyy, a Mariupol, i russi stanno accumulando i cadaveri riemersi dopo il ripristino delle forniture di acqua. L’accusa parte da Petr Andriyschenko, consigliere del sindaco di Mariupol, che su Telegram denuncia l’esistenza di una «discarica di corpi», scrive. «I russi stanno portando qui i corpi dei morti, che sono riemersi quando è stato tentato di ripristinare le condutture dell’acqua, e anche cadaveri riesumati. Li stipano come fossero spazzatura», aggiunge Andriyschenko. Che poi denuncia anche il saccheggio saccheggio del metallo destinato alle acciaierie Azvostal. Ieri al porto, rende noto, con la scorta dei militari russi, ha attraccato la nave «Slavutych» registrata a Rostov sul Don. È il secondo giorno che continua il carico, ha aggiunto, precisando che il porto di consegna dovrebbe essere quello di Rostov.

La denuncia era partita ieri da Lyudmilla Denisova, commissaria parlamentare ucraina per i diritti umani, attraverso la sua pagina Telegram: «Dopo il grano, ora i russi portano via il metallo dai territori ucraini», aveva affermato attribuendo a questo fatto la scelta di sminare una parte del porto della città.

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