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Uffici senza addetti: a Nocera e Tivoli i legali dicono basta

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Nel Salernitano giudice di pace alla paralisi, vicino Roma cancellerie chiuse ai difensori perché sguarnite
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Gli avvocati di Nocera Inferiore sono esasperati dal cattivo funzionamento degli uffici del Giudice di pace. La carenza di personale e i notevoli carichi di lavoro hanno di fatto provocato la paralisi delle attività. Ecco perché il Coa di Nocera Inferiore, presieduto da Guido Casalino, dopo lo stato di agitazione indetto il 6 maggio scorso, ha deciso nell’assemblea straordinaria degli iscritti di andare avanti con la protesta. È stata infatti proclamata l’astensione dalle udienze civili e penali e da ogni attività giudiziaria dal 23 al 31 maggio prossimi.

Si tratta dell’unico modo, evidenzia il presidente Casalino, per far sentire la voce dell’avvocatura e sperare in interventi concreti per far ripartire il Giudice di Pace di Nocera. «La competenza territoriale di questo Ufficio giudiziario – dice al Dubbio Casalino – comprende ben nove Comuni ad alta densità abitativa. Abbraccia un bacino di utenza molto ampio da cui trae origine una significativa richiesta di giustizia da parte dei cittadini. Tanto è vero che, solamente nello scorso anno, sono state iscritte a ruolo oltre 13mila cause. A fronte di questa enorme mole di lavoro, attualmente, gli operatori amministrativi addetti all’Ufficio sono solo cinque. La pianta organica ne prevede invece tredici. La cronica carenza di personale sta avendo notevoli ripercussioni per le ordinarie attività giudiziarie, in particolare, per quelle riguardanti la pubblicazione delle sentenze, la richiesta e il rilascio dei titoli in forma esecutiva».

A preoccupare le toghe di Nocera è pure la condizione in cui versa il Tribunale. «La recente riforma che ha ridefinito la geografia giudiziaria – spiega il presidente del Coa – e che ha portato all’accorpamento al nostro Tribunale delle sezioni distaccate di Cava de’ Tirreni e Mercato San Severino, la cronica carenza di personale amministrativo, e il numero di magistrati inadeguato rispetto alla richiesta di giustizia del territorio, stanno contribuendo a determinare un sistema in costante affanno».

L’avvocato Casalino segnala alcuni esempi: «Nel Tribunale di Nocera Inferiore diverse cause fissate per la prima comparizione delle parti, la cosiddetta prima udienza, vengono rinviate d’ufficio anche a un anno, mentre numerosissime cause già mature per la decisione vengono differite dai giudici di diversi anni e si arriva addirittura al 2025. Viene sempre addotta quale motivazione quella dell’eccessivo carico di ruolo, che per ogni magistrato del Tribunale civile si ricompone di oltre duemila cause».

A poco più di duecento chilometri, a Tivoli, gli avvocati vivono gli stessi disagi. Qualche settimana fa, a causa della carenza del personale amministrativo e della magistratura onoraria, il presidente del Tribunale di Tivoli dovuto chiudere in via provvisoria ed emergenziale l’accesso alla cancelleria per gli avvocati e per l’utenza. Impossibile raggiungere il GdP il mercoledì.

«Oltre a tale chiusura – denuncia David Bacecci, presidente del Consiglio dell’Ordine – , se ne sono verificate altre, senza alcun preavviso, che hanno determinato il rinvio dei processi con conseguente allungamento della loro durata». Gli avvocati laziali hanno organizzato per il 20 maggio, davanti alla sede del Giudice di Pace, in viale Trieste, un sit-in di protesta. «Non possiamo più tollerare – afferma Bacecci – il silenzio e l’indifferenza del ministero della Giustizia, e di tutte le altre autorità che sono state interessate della vicenda, rispetto alla gravissima situazione, più e più volte segnalata, in cui si trova l’Ufficio di prossimità del Foro tiburtino». Il circondario del Tribunale di Tivoli comprende 75 Comuni per un totale di circa 600mila abitanti.

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