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Riecco Matteo Renzi: «5S voltagabbana e incollati alle poltrone»

Dopo un periodo di relativo silenzio, l’ex premier dedica parole al fiele ai grillini: "La crisi la faranno quando è finta la legislatura"
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«Contento del governo Draghi? «Certo che sì. Noi vorremo sempre di più, ma se penso che potevamo essere in mano a Conte e Ciampolillo la matti mi alzo, tiro un sospiro di sollievo e dico, l’Italia è salva». Musica e parole di Matteo Renzi che, dopo un periodo di relativo silenzio – parliamo pur sempre di Renzi – torna a parlare e lo fa con la verve (e i nemici) di un tempo. E qui parliamo dei grillini, ai quali l’ex premier dedica parole al fiele: «I 5 stelle «sono abbarbicati alla poltrona, la crisi la faranno quando è finta la legislatura. Hanno talmente paura di andare a casa che prima di fare una crisi si convertono come hanno fatto su tutto: Tap, Tav, Oimpiadi, Ue, Euro».

E sì perchè secondo il leader di Iv, i 5 stelle «sono dei voltagabbana ambulanti, non hanno nessun tipo di ideali se non arrivare al 2023. Non credono nemmeno loro a quello che dicono. Conte dice,”’basta armi”. Bisognerebbe chiedergli se ha un omonimo che da presidente del Consiglio ha aumentato più di tutti la spesa per le armi».Ma Renzi non sottovaluta la crisi ucraina e, convinto com’è che non potrà esserci un vincitore, propone una figura di mediazione che sappia sbloccare una situazione che al momento non offre vie d’uscita:«Ho proposto un inviato speciale che è una figura prevista dalla diplomazia internazionale di Unione Europea e di Nato. Al di là dei nomi bisogna chiedersi cosa dobbiamo fare. I nomi sono una conseguenza, io penso si debba arrivare a quello che noi proponiamo dal 24 febbraio. È evidente che nessuno può vincere questa guerra, è una guerra totalmente congelata, ed il fatto che Mario Draghi abbia sostenuto ieri a Washington questa tesi è per me motivo di grande gioia», spiega infatti Renbzi parlando con i cronisti a margine del convengo ’La geopolitica del cibò.

Convegno nel quale il leader di Iv ha spiegato che in questo momento si sta sottovaltando il fatto che il cibo non è solo per qualche trasmissione televisiva o per qualche post su Instagram di qualche politico. Cibo vuol dire lavoro, lotta alla criminalità e sostegno ai territori e ripopolazione delle aree urbane meno frequentate. Oggi, dopo la guerra tra Russia ed Ucraina, il cibo è anche geopolitica perché sta succedendo di tutto. Nell’arco dei prossimi sei mesi è immaginabile che ci siano fenomeni migratori legati alla carestia, ecco perché oggi come Italia Viva abbiamo voluto ragionare e riflettere su questo tema». E sul futuro del suo partito dice: «Iv non ragiona sui sondaggi, poi dovremmo sicuramente preoccuparci del consenso il prossimo anno».

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