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«Tregua immediata a Mariupol per evacuare i civili». L’appello dell’Onu

mariupol
Sono circa 100.000 i civili ancora bloccati nella città portuale ucraina, controllata quasi interamente dall’esercito russo
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Una tregua «immediata» a Mariupol, per consentire l’evacuazione dei circa 100.000 civili ancora bloccati nella città portuale ucraina, controllata quasi interamente dall’esercito russo. Lo ha dichiarato Amin Awad, coordinatore delle Nazioni Unite in Ucraina. «Ora ci deve essere una pausa nei combattimenti per salvare vite umane. Più a lungo aspettiamo, più vite saranno a rischio. Devono poter evacuare ora, oggi. Domani sarà troppo tardi», ha detto Awad. «Le vite di decine di migliaia di persone, fra cui donne, bambini e anziani, sono a rischio a Mariupol. Abbiamo bisogno di una pausa nei combattimenti in questo momento per salvare vite. Più aspettiamo, più vite sono a rischio. Devono poter lasciare la città ora, oggi. Domani potrebbe essere troppo tardi», ha denunciato ancora Awad.

In questo momento è in corso un nuovo tentativo di aprire un corridoio umanitario a Mariupol, come annunciato su Telegram dalla vicepremier ucraina Iryna Vereschuk. I cittadini che riuscissero ad essere evacuati verrebbero portati a Zaporizhzhia. Ma i tentativi precedenti di aprire corridoi sono falliti, con accuse reciproche da parte di Kiev e Mosca.

Domani il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si recherà in visita ad Ankara, in Turchia, prima di recarsi a Mosca la prossima settimana per incontrare il presidente russo Vladimir Putin e poi in Ucraina per colloqui con il capo dello Stato ucraino, Volodymyr Zelenskiy. Gutrerres sarà ricevuto dal presidente Recep Tayyip Erdogan. Il 18 aprile scorso, il responsabile degli aiuti delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, ha affermato che la Turchia è stata un prezioso ospite per i colloqui umanitari tra Ucraina e Russia. Eri Kaneko, portavoce associato di Guterres, ha affermato lo scorso 22 aprile in una conferenza stampa che il segretario generale dell’Onu si sarebbe recato a Mosca il 26 aprile e avrebbe incontrato Putin e il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, nel tentativo di poter raggiungere un cessate il fuoco. Le Nazioni Unite hanno anche affermato il 22 aprile che Guterres si recherà a Kiev il 28 aprile per incontrare Zelensky, il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba e il personale delle agenzie delle Nazioni Unite per discutere dell’aumento degli sforzi di assistenza umanitaria all’Ucraina. Ma per il presidente ucraino è «sbagliato e illogico» che il segretario generale dell’Onu visiti prima la Russia che l’Ucraina.

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