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Bill Murray accusato di «comportamento inappropriato»: stop alle riprese

La casa di produzione non riferisce i dettagli. Ma sul caso è aperta un'inchiesta e non è chiaro se l'attore sarà estromesso dal cast di "Being Mortal"
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La casa di produzione Searchlight Pictures ha deciso di sospendere le riprese di un film con Bill Murray, accusato di avere avuto un «comportamento inappropriato» sul set. L’attore 71enne stava girando “Being Mortal”, film d’esordio del regista Aziz Ansari, autore e interprete della serie Netflix Master of none.

Secondo quanto riferito dai media americani, Searchlight Pictures ha deciso di interrompere la produzione lunedì prima di comunicare alla troupe e al cast lo stop alle riprese mercoledì con una mail. «Sappiamo che siete tutti preoccupati per i recenti ritardi nella produzione e vogliamo darvi un aggiornamento. Alla fine della scorsa settimana, siamo stati informati di un reclamo e l’abbiamo immediatamente esaminato. Dopo aver valutato le circostanze, è stato deciso che la produzione non può continuare in questo momento», è il testo della mail riportato dal sito Deadline.

È stata aperta anche aperta un’inchiesta e non è ancora chiaro se Murray verrà escluso dal cast. Non sono trapelati dettagli sulla natura dei comportamenti contestati all’attore. Ma l’idea che si fa subito strada è che possa trattarsi di molestie sessuali, come nel caso dell’attore Frank Langella, licenziato da Netflix con quest’accusa. Una nuova caccia alle streghe? Per non saltare a conclusioni affrettate può essere utile ripercorrere la biografia di Bill Murray, noto per i suoi successi ma anche per i suoi eccessi e gli sbalzi d’umore che gli hanno provocato più di un problema sul lavoro.

Celebri sono i suoi litigi sul set, che gli hanno fatto guadagnare negli anni l’appellativo di “The Murricane”, con riferimento alla parole “hurricane”, uragano. Su tutti quello con Lucy Liu durante le riprese di Charlie’s Angels, nel 2000. L’attrice raccontò di aver ricevuto insulti pesanti, e diede la sua versione dei fatti in un episodio del podcast del Los Angeles Times Asian Enough. «Non potevo credere che i suoi commenti potessero essere rivolti a me. Gli ho chiesto: “Ma stai parlando con me?” Ed era così visto che quel momento ha iniziato a guardarmi dritta negli occhi», spiegò, aggiungendo che dal suo punto di vista il linguaggio usato da Murray «era imperdonabile e inaccettabile».

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