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Liceo Montale, la versione della preside: “Un incubo, gli insegnanti mi hanno tolto il saluto”

Sabrina Quaresima, accusata di aver avuto una relazione con uno studente maggiorenne, racconta la sua verità: "Mi hanno interrogato per dieci ore e mezza!
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«Ho conosciuto il ragazzo a settembre dai primi giorni del mio insediamento perché era un rappresentante di istituto e mi è stato presentato dai suoi docenti come una persona molto seria e dedita all’istituzione, sulla quale avrei potuto far affidamento in qualsiasi momento. Tutto qua». A dirlo, ospite di Porta a Porta, è la preside del Liceo Montale di Roma, Sabrina Quaresima, accusata di aver avuto una relazione con uno studente maggiorenne dello stesso istituto. Relazione sempre negata dalla preside, che smentisce anche tutte le chat pubblicate sui giornali.

«Avrei dovuto essere più cauta e non concedere la mia fiducia a una persona che conoscevo, ma a quanto pare non così approfonditamente – ha spiegato la docente – e che si è dimostrata molto collaborativa in un periodo delicato, a dicembre 2021, mese in cui c’è stata l’occupazione nella mia scuola che è durata tra succursale e sede centrale non pochi giorni». Quaresima racconta quindi di aver conosciuto il ragazzo in un momento in cui si «sentiva molto sola», cioè durante l’occupazione. «Mai in vita mia come docente avevo vissuto un’occupazione – racconta – e non sapevo da chi parte iniziare. Tutto ciò che poteva essere di sostegno affinché la questione si chiudesse l’ho posta in essere, anche con l’aiuto dei docenti e collaboratori». Per quanto riguarda il ragazzo invece, Quaresima dice di averlo incontrato solo «due volte, sporadicamente, “buongiorno, buongiorno”». E nessun confronto c’è stato con i genitori.

A proposito delle accuse che le sono mosse, la donna racconta: «All’inizio, quando alcuni docenti mi hanno riferito delle voci, mi sembrava un incubo, sembrava quasi che si parlasse di qualcuno che non ero io. Mi dicevo “magari è solo una voce che si spegne così come è venuta fuori”». Poi sono arrivate le scritte sui muri, gli insulti, e «allora ho capito che qualcuno ce l’aveva con me», aggiunge. Mai immaginava di ritrovarsi su tutti i giornali, spiega ancora la preside, e «ora qualcuno degli insegnanti non mi saluta più, ma sono una minoranza». Ma un incubo è stato anche l’interrogatorio che Quaresima ha subito quando è stata sentita da un’ispettrice dell’ufficio scolastico regionale per dieci ora e mezza. «Un interrogatorio che mi ha provato molto – racconta – dalle 8.20 del mattino alle 19.30 della sera, con una piccola pausa».

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