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Il professor Orsini a Cartabianca, la protesta dei dem: «La Rai non paghi i pifferai di Putin»

Orsini
È bufera per la decisione della Rai di arruolare il docente di sociologia del terrorismo con un contratto di 2mila euro a puntata
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«Non esiste né può esistere alcuna par condicio tra aggredito e aggressore. Ed è assolutamente inaccettabile che le risorse del Servizio Pubblico Radiotelevisivo vengano utilizzate per finanziare i pifferai della propaganda di Putin». Non ci sta Andrea Romano, deputato del Pd e membro della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, che commenta così la notizia secondo cui il professore della Luiss Alessandro Orsini, docente di sociologia del terrorismo noto per le sue posizioni controverse sulla guerra in Ucraina, sarebbe stato messo sotto contratto dalla Rai come ospite della trasmissione Cartabianca di Rai3 con un compenso che si aggirerebbe sui 2mila euro a puntata.

«Sul caso Orsini l’amministratore delegato Rai Fuortes ha il dovere di dare chiarimenti immediati, oggi stesso. È una materia troppo delicata per farla passare in cavalleria come tutte le questioni Rai. Il Parlamento e i telespettatori che pagano il canone hanno il diritto di sapere chi viene pagato dalla Rai con i soldi pubblici, come vengono scelti gli opinionisti, quali criteri vengono seguiti per la stipula di onerosi contratti», scrive su Facebook il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. «Se davvero i miei colleghi del Pd – prosegue – vogliono trasparenza, pretendano risposte ad horas da Ad e Cda. Non è accettabile che, con i tempi della Vigilanza, se ne parli tra settimane o mesi. Altrimenti finirà in nulla di fatto, come abbiamo già visto con i no-vax, il cui regolamento è stato approvato a pandemia passata e dopo mesi in cui gli opinionisti anti-scienza hanno imperversato nelle trasmissioni del servizio pubblico, o con Rai Way, su cui il ministro Giorgetti è venuto in Vigilanza quando ormai il decreto era già stato pubblicato in Gazzetta ufficiale».

«Orsini è giusto esprima liberamente il suo pensiero, ci mancherebbe. Che io lo debba però anche pagare, anche no. Roba da matti», commenta il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, del Pd. Proteste anche da Valeria Fedeli, senatrice del Pd e membro della commissione Vigilanza Rai: «Da più parti mi è stato chiesto di fare un approfondimento e lo affronteremo in commissione di Vigilanza Rai». Anche «rispetto al compenso va fatta una verifica. La Rai non è un’azienda privata, si paga il canone», ha sottolineato. «La commissione può e deve approfondire anche questo aspetto».

Sull’intervento di ieri sera a Cartabianca del professor Orsini, che ha già fatto molto discutere, Fedeli dice: «Non ho visto la trasmissione di ieri, ma ho letto e recuperato l’intervento di Orsini. E vorrei innanzitutto contestualizzare perché quella di ieri non è stata una giornata qualunque. Ieri il Parlamento italiano ha ospitato Zelensky, è stato un fatto storico e siamo stati tutti chiari, a cominciare dal presidente Draghi, su cosa sta facendo Putin. Questo è il contesto. E allora mi chiedo: quale è la ragione per cui pago, come servizio pubblico, una persona che sostiene certe tesi?».

«Se il tema è il pluralismo è un errore: non può esserci par condicio tra aggrediti e aggressore. Il pluralismo non può essere dare ragione a tutti e due perché l’Ucraina sta subendo una guerra e il servizio pubblico non può prestarsi a fare disinformazione, deve distinguere tra opinione e disinformazione. Il servizio pubblico ha la responsabilità di informare correttamente, non può diventare il megafono degli aggressori. Va fatto un serio approfondimento in Vigilanza».

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