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I penalisti calabresi: «La condanna di Armando Veneto mina la libertà del difensore»

La dura nota delle Camere penali dopo la decisione del gup di Catanzaro: «Qui è in gioco la tenuta democratica del nostro sistema giudiziario»
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«Sarebbe davvero ultroneo da parte nostra ribadire chi è l’avvocato Armando Veneto e cosa Egli rappresenti per intere generazioni di Avvocati. Quanto stava accadendo alla sua vita e alla sua integerrima figura professionale era già sotto gli occhi di tutti. La decisione di processare l’Avvocato per una vicenda che, come ha ben ricordato la Giunta Ucpi, “era già stata pubblicamente archiviata per manifesta infondatezza” rappresenta(va) plasticamente i tempi bui che la funzione e il ruolo del difensore vivono». Così in una nota il Coordinamento delle Camere Penali Calabresi dopo la condanna dell’avvocato Armando Veneto a 6 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione in atti giudiziari aggravata dalle modalità mafiose.

«Armando Veneto – prosegue la nota – ha sempre onorato la Toga e difeso i valori sui quali è edificata la nostra civiltà del diritto. Questa drammatica vicenda non avrà il merito di farci perdere fiducia nella giurisdizione e rafforza, semmai, la nostra convinzione circa lo spessore umano e professionale di chi, come l’Avvocato Veneto, patisce la stortura di un sistema che nella nostra Regione, più che altrove, mina alle fondamenta la libertà del difensore, esponendo al rischio penale la nobile funzione di difesa».

«A chi ci opporrà che il nostro intendimento rappresenta un attacco al Giudice e alle sue prerogative – si evidenzia – facciamo osservare che siamo convinti e coscienti di quanto sia ingiusta la vicenda processuale che ha coinvolto l’Avvocato Veneto, ma che il tema è ben più nobile e più alto rispetto alla contingenza della “svista” giudiziaria. Qui è in gioco la tenuta democratica del nostro sistema giudiziario e, per incondizionato riflesso, del Paese tutto. Armando Veneto non è solo, e non lo sarà chiunque si trovi a subire la scure di un sistema penale proteso a condannare senza prove».

«Proprio perché oggi, più di ieri, crediamo ancora e fortemente che la giurisdizione non può allontanarsi dal quadro assiologico delineato dalla nostra Costituzione – viene sottolineato dalle Camere penali calabresi – siamo certi che presto verità e giustizia si incontreranno anche in questa sfortunata storia processuale. Fino ad allora, uniti al fianco di Armando Veneto, gli chiediamo di aiutarci nella nostra battaglia di civiltà e difesa dei diritti fondamentali, senza mai arrendersi. Chiediamo all’Avvocato Armando Veneto di sostenerci con il suo sorriso, la sua profonda umanità, la sua raffinata e colta tenacia. Perché questa sentenza porta il suo nome, ma condanna tutti noi che crediamo nella giustizia».

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