Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

È il giorno di Drusilla Foer: “Dovevo essere la figura più scandalosa, ma sono la più normale…”

La madrina della terza serata del Festival smorza i toni e plaude a Zalone. Una donna a condurre il prossimo anno? «Sarebbe ganzo. Io vorrei anche un Papa donna»
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

«Dovevo essere la figura più scandalosa del Festival, ma mi sembra che non ne manchino. È venuta fuori la volontà e la determinazione a parlare di certi temi». Drusilla Foer, madrina della terza serata del Festival, ironizza così sulle attese polemiche della vigilia riguardo alla sua partecipazione a Sanremo 2022 e sulle performance che – da Achille Lauro a Lorena Cesarini fino a Checco Zalone – hanno contrassegnato le prime due serate all’Ariston.

In particolare per la performance del comico pugliese, che ieri ha cantato un brano sull’omofobia, che ha suscitato alcune perplessità in una parte della comunità Lgbtq. «La mia opinione – dice Foer – è che ognuno con la propria arte può esprimere il proprio pensiero. Se il lavoro di Zalone solleva un dibattito che porta qualcuno ad avere una convinzione, credo che sia comunque una cosa di valore. Io sono spesso disposta a cambiare le mie convinzioni. Credo che Checco abbia fatto un’operazione molto forte, abbia voluto smuovere le acque e dove ci sono acque smosse sono sempre contenta. Una televisione di Stato che permetta di muovere le acque è irrorata di civiltà e sono contento che sia successo». Quindi la replica sull’ipotesi di una donna alla conduzione per l’edizione del 2023: «Sarebbe ganzo, sarebbe molto carino. Ma non solo a Sanremo, anche in altri campi: io vorrei anche un Papa donna», dice Foer. «A patto che la scelta cada su persone capaci. Io sono per la meritocrazia».

«Questa esperienza di Sanremo – sottolinea – fa parte della mia voracità di esperienza nella vita, della mia curiosità verso ciò che la vita mi mette di fronte. È un passo verso il tesoro, perché la vita è una caccia al tesoro in cui il bello è la caccia. Tante persone hanno approvato il fatto che fossi qui, perché si sentono rappresentate da quello che dico e da quello che penso, e questa è una bella responsabilità. Ma io non mi sottraggo alla responsabilità, e mi spendo per certi temi, non solo quelli Lgbt, ma anche la violenza contro le donne, la meritocrazia sul lavoro». Non alza mai la voce, Drusilla, l’artista ’creatà da Gianluca Gori, che Amadeus ha voluto fortemente sul palco dell’Ariston per rappresentare il teatro. È affabile, disponibile, straordinariamente elegante. Ma anche determinata a «onorare l’invito che mi è stato fatto, vorrei dire delle cose. Non faccio mai lo spettacolo per l’insieme del mio pubblico, lo faccio per il singolo. Faccio così in teatro e spero funzioni anche stasera. Penserò a una sola persona a casa sul divano e mi tranquillizzerò. Spero». In generale, si dice «molto contenta di essere in questo luogo musicale, Sanremo, che è anche un luogo di aggregazione dell’Italia che ama la musica, che ama stare insieme davanti alla tv a guardare una manifestazione piena di amore, e di amore per la musica. E poi finalmente mi posso mettere otto vestiti da sera, non mi capiterà mica più».

 

Ultime News

Articoli Correlati