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Cartabia sceglie la Calabria: «Qui dove la Giustizia ha la sfida più grande»

Domani è il giorno della riforma Cartabia
La ministra della Giustizia alla cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Reggio Calabria: «Conosco i vuoti di organico, presto i rinforzi»
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«Penso che sia giusto che lo Stato il ministero il governo sia presente proprio laddove la giustizia attraversa le sfide più impegnative. È la prima volta qui a Reggio Calabria ma per due volte il ministro ha scelto proprio la Calabria per la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nelle Corti d’Appello. Per esprimere e rinnovare una particolare vicinanza a questa terra che è splendida ma sappiamo essere attanagliata da un giogo che la grava, ma anche da un percorso virtuoso di riscatto nei confronti della ’ndrangheta e del suo insidioso contagio criminale. La battaglia continua ma non è ancora stata conclusa». Lo ha detto la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, in apertura del suo intervento alla cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Reggio Calabria.

Nel capoluogo calabrese il vuoto di organico, soprattutto di personale amministrativo e di dirigenti, «rendono più difficoltoso il lavoro di tutti – ha riconosciuto la ministra. Conosco i numeri sulle scoperture (15 per cento a Reggio Calabria), così come conosco il bisogno di rinforzi di magistrati, che si avverte in questo distretto impegnato, come quello di Catanzaro, anche in importanti processi contro la criminalità organizzata». «I rinforzi arriveranno – ha assicurato – I concorsi per l’accesso in magistratura sono ripartiti».

«Quella che stiamo vivendo è una fase difficile, piena di sfide, ma è anche una fase di rinnovati slanci e molteplici opportunità, in un momento in cui l’intero Paese è in fermento e progetta la sua ripresa, intorno al Piano nazionale di ripresa e resilienza – ha proseguito la guardasigilli -. Proprio in questo contesto di emergenza, sono state avviate alcune riforme strutturali a lungo termine, “riforme di sistema”, per far fronte ai cronici problemi richiamati tante volte da tanti anni nelle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario: la durata dei processi e il fardello dell’arretrato, prima di tutto. Mali divenuti nel tempo, insieme ai gravi fatti emersi negli ultimi anni, causa di una progressiva e dannosa erosione di fiducia da parte dei cittadini, degli operatori economici e degli osservatori internazionali».

«Confido che al più presto possano arrivare alle Camere anche gli emendamenti per la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm, quella che il presidente della Repubblica ha definito una riforma ineludibile – ha aggiunto -. Quegli emendamenti saranno messi a punto secondo il metodo che il ministero ha sempre utilizzato: l’ascolto di suggerimenti di critiche, soprattutto se propositive e non meramente demolitorie, ma anche con grande determinazione perché, è sotto gli occhi di tutti, lo status quo non ha dato buona prova di sé».

«L’anno che si è appena concluso è stato per l’amministrazione della giustizia, così come per tutto il Paese, complesso e difficile, segnato da grandi sfide e continui imprevisti; ma è stato anche un anno ricco di opportunità e di spinta al rinnovamento. Permettetemi di muovere da una osservazione semplice, quasi banale, ma niente affatto scontata: anche in questa fase di continue emergenze legate alla pandemia, la continuità del servizio della giustizia è stata sempre garantita. Ma in questo contesto, ogni attività ha richiesto un sovrappiù di disponibilità, impegno, creatività e capacità di riorganizzazione E di questo ringrazio tutti i magistrati, gli avvocati, il personale amministrativo, tutti gli operatori della giustizia per aver assicurato sempre questa funzione essenziale in ogni condizione», ha concluso Cartabia.

 

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