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Due baresi assolti dopo dieci anni e sei gradi di giudizio

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Giuseppe Massari e Vito Romito erano stati accusati di aver ucciso un pluripregiudicato barese nel 2011: assolti dopo sei gradi di giudizio
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Dopo dieci anni e sei gradi di giudizio, nessun colpevole per la morte del pregiudicato 55enne barese Nicola Massari, ucciso nella sua casa al quartiere San Paolo di Bari il 13 luglio 2011. La Corte di Assise di Appello di Bari ha confermato le assoluzione dei due imputati, il nipote della vittima, il 38enne Giuseppe Massari, soprannominato «Balena», e il convivente di un’altra nipote, il 34enne Vito Romito.

Stando alle indagini della Squadra Mobile di Bari, alla base del delitto c’era la pretesa di denaro per l’acquisto di droga. I due erano stati già assolti in primo e in secondo grado «per non aver commesso il fatto» (nel 2013 e nel 2014), ma la Cassazione un anno dopo aveva annullato la sentenza con rinvio.

Al termine del processo di appello bis, nel luglio 2017, anche a seguito della dichiarazioni di un pentito, la decisione era stata ribaltata e i giudici avevano condannato Massari a 22 anni e sei mesi di reclusione e Romito a 16 anni, per omicidio volontario e tentativo di rapina di un orologio indossato dalla vittima, un Rolex falso, disponendo la carcerazione di entrambi.

La Cassazione, poi, nel 2018 ha nuovamente annullato con rinvio la sentenza (rimettendo entrambi gli imputati in libertà) e oggi, nel processo di appello ter, i due – assistiti dagli avvocati Daniela Castelluzzo e Raffaele Quarta – sono stati assolti.

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