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L’Anm delibera un referendum sul sistema elettorale del Csm

La consultazione sul sistema elettorale del Csm avverrà con voto online attraverso una piattaforma digitale il 27 e 28 gennaio prossimi
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Un referendum tra i magistrati sul sistema elettorale del Csm: è quanto deliberato stamane dal direttivo dell’Associazione nazionale magistrati, con un documento proposto dai gruppi di Autonomia&Indipendenza eArticolo 101, approvato dal parlamentino con una sola astensione. La consultazione avverrà con voto online attraverso una piattaforma digitale il 27 e 28 gennaio prossimi. Due i quesiti che saranno sottoposti al voto degli iscritti all’ Anm: il primo riguarda il metodo del «sorteggio di un multiplo dei componenti da eleggere» al Csm, mentre con il secondo si chiede quale «sistema ritieni preferibile per l’elezione della componente togata del Csm», proponendo come opzioni il «maggioritario» o il «proporzionale». Sarà ora la Giunta dell’Anm a dover organizzare la consultazione: il seggio virtuale sarà aperto, si legge nel deliberato del parlamentino, «per almeno 9 ore al giorno».

L’Associazione nazionale magistrati «chiede alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia, di avviare un’interlocuzione con il legislatore allo scopo di adottare, con urgenza, ogni azione necessaria a rendere i procedimenti civili più celeri ed efficienti prevedendo l’introduzione di misure normative volte a garantire la proroga delle disposizioni relative alle diverse modalità di celebrazione delle udienze fino all’entrata in vigore dei decreti legislativi delegati di cui alla legge» per l’efficienza del processo civile. Lo si legge in una nota dell’ Anm.

In una nota l’Anm informa che «preso atto che il Governo nel prorogare lo stato di emergenza da Covid-19 sino al 31 marzo 2022 non ha differito al contempo il termine finale di applicazione delle disposizioni relative alle diverse modalità di celebrazione delle udienze, attualmente previste sino al 31 dicembre 2021», sui processi a distanza, «rileva la necessità di disporre con urgenza la proroga di tutte le suddette disposizioni, onde evitare ulteriori rinvii dei procedimenti con aggravio di lavoro per giudici, avvocati e personale di cancelleria e disservizi ai cittadini». L’ Anm rappresenta che «tale esigenza di proroga appare peraltro conforme a quanto previsto dalla legge delega per l’efficienza del processo civile (recentemente approvata)», che prevede per il giudice «la possibilità o l’obbligo di disporre, nel rispetto del contraddittorio delle parti, che le udienze si svolgano con collegamenti audiovisivi a distanza o mediante deposito telematico di note scritte». L’Associazione nazionale magistrati evidenzia poi che «in una prospettiva sistematica, per garantire un’efficace organizzazione del servizio giustizia, è auspicabile un coordinamento della disciplina emergenziale con la delega all’emanazione dei decreti legislativi per il riassetto formale e sostanziale del processo civile».

 

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