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Il Tar del Lazio: sì all’obbligo di vaccino per il personale scolastico

"Nel doveroso bilanciamento degli interessi contrapposti appare in ogni caso di gran lunga prevalente rispetto all’interesse dei docenti che non vogliono sottoporsi al vaccino quello pubblico finalizzato ad assicurare al contempo il corretto svolgimento dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza"
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È giustificato l’obbligo di vaccinazione anti Covid nei confronti del personale scolastico: lo sostiene il Tar del Lazio, che, con un decreto cautelare monocratico, ha respinto una richiesta di sospensiva delle norme sull’obbligo di vaccino per i docenti.

«La sospensione tout court dal servizio dei docenti non vaccinati risulta essere una misura corretta in quanto prevista in ragione della tipicità della prestazione lavorativa degli stessi. Nel doveroso bilanciamento degli interessi contrapposti appare in ogni caso di gran lunga prevalente rispetto all’interesse dei docenti che non vogliono sottoporsi al vaccino quello pubblico finalizzato ad assicurare al contempo il corretto svolgimento dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e a circoscrivere il più possibile potenziali situazioni in grado di incrementare la circolazione del virus», si legge nel provvedimento del giudice amministrativo. La medesima questione sarà affrontata in sede collegiale l’11gennaio prossimo in una camera di consiglio.

Per i giudici, l’obbligo vaccinale «risulta correttamente e scientificamente giustificato alla luce dell’autorevolezza degli studi e delle ricerche effettuati dagli enti statali istituzionalmente competenti in materia di sicurezza sanitaria». «Contrariamente a quanto prospettato da parte ricorrente – si legge nell’ordinanza – i principi di carattere generale enunciati dalla sentenza del Consiglio di Stato n.7045 del 20 ottobre 2021 in materia di obbligo vaccinale del personale sanitario sembrerebbero applicabili anche al personale scolastico». «La disciplina introdotta – prosegue – è razionalmente finalizzata ad assicurare il corretto svolgimento dell’attività scolastica in presenza in condizioni tali da ridurre il più possibile il concretizzarsi di situazioni di pericolo per la salute pubblica in quanto in grado di incentivare l’estendersi della pandemia».

 

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