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“Irresponsabilità penale”: la svolta della giustizia francese. Il guardasigilli: “Non giudicheremo mai i pazzi”

Il Parlamento francese approva il progetto di riforma del regime di irresponsabilità penale voluto dal governo in seguito al caso di Sarah Halimi
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Con l’ultimo voto al Senato, il Parlamento francese ha definitivamente approvato la delicata riforma del regime di irresponsabilità penale. La misura è stata voluta dal presidente Emmanuel Macron dopo l’omicidio di Sarah Halimi, una sessantenne ebrea uccisa nel 2017 dal suo vicino di casa, che non è stato condannato perché al momento dell’aggressione era in preda a una «ventata delirante» causata della cannabis assunta, secondo le perizie psichiatriche.

Il caso aveva suscitato un’ondata di polemiche in Francia, e in migliaia hanno manifestato per cambiare la legge. «Non giudichiamo e non giudicheremo i pazzi», ha commentato il ministro della Giustizia, Eric Dupond-Moretti. Poco prima delle manifestazioni, il ministro aveva annunciato che a fine maggio avrebbe presentato un progetto di legge per «colmare un vuoto giuridico». La richiesta è stata fatta anche dal presidente Emmanuel Macron: «Decidere di assumere degli stupefacenti e diventare allora “come un folle” non dovrebbe, a mio avviso, sopprimere la responsabilità penale».

Il testo prevede due eccezioni. La prima prevede che non ci sia irresponsabilità se l’interruzione temporanea del discernimento è causata dal consumo di sostanze psicotrope con l’obiettivo di compiere un reato. Sarà inoltre possibile perseguire il consumo di sostanze come droghe o alcool se la persona che le ha assunte sa che possono portare a commettere reati: per esempio nel caso di terroristi che assumano droghe prima di compiere attentati. «Non si tratta di reprimere l’atto commesso ma l’assunzione di sostanze psicotrope», ha detto il guardasigilli.

Contro la riforma si era schierata la sinistra, che ora presenterà ricorso alla Corte Costituzionale. I parlamentari sono giunti a un compromesso sul testo presentato dal governo dopo una complessa mediazione, con il Senato – dominato dalla destra – che avrebbe voluto estendere la discrezionalità dei giudici. Nei casi in cui vi sia esitazione tra abolizione o alterazione del discernimento (in seguito di perizie psichiatriche contraddittorie), allora il giudice competente delibererà a porte chiuse sulla responsabilità o sull’irresponsabilità, prima della sentenza.

 

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