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Cassese stronca la proroga dello stato d’emergenza. “Il Parlamento dov’è?”

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Sabino Cassese bacchetta il Governo: «Non si deve sempre ricorrere alle scorciatoie per superare gli ostacoli. Si affrontino i veri problemi degli italiani»
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Il costituzionalista Sabino Cassese dalle colonne del Foglio boccia l’ennesima proroga dello stato d’emergenza in Italia, dovuto alla pandemia da coronavirus. «Un paese che non riesce ad affrontare con strumenti ordinari una situazione che si protrae da due anni (è ancora emergenza?) ha un deficit di ideazione, di capacità di individuare strumenti ordinari, di progettazione, che dovrebbe preoccupare. Il Consiglio di stato dov’è, se non sa dare buoni consigli? Il governo dov’è, se non sa individuare soluzioni che ci sappiano mettere in sicurezza anche la prossima volta? Il Parlamento dov’è, se non sa fare buone leggi? Possibile che si debba sempre ricorrere alle scorciatoie per superare gli ostacoli e non si sappia o non si abbia il coraggio di abbatterli? Che faremo dinanzi alla prossima pandemia? Ricorreremo a un altro Figliuolo?» dichiara al Foglio, Sabino Cassese.

Cassese: «Stato d’emergenza? Solo accademia»

«Eliminata la polemica sullo stato d’emergenza – prosegue Sabino Cassese – ci restano due pagine libere che, se concorda, possiamo riempire con la corsa al Quirinale che, come sa, si legge sempre … “Un’altra discussione accademica senza frutto. Perché non si parla della scuola, della sanità, dell’andamento demografico, cioè di argomenti importanti, che interessano tutta la collettività? E perché ci si interroga angosciati solo della persona che occuperà il Quirinale e non delle dieci più alte cariche dello Stato, quelli che indirizzano, decidono, gestiscono, restano nell’ombra semplicemente perché non sono sotto i riflettori? Quanti sono quelli che leggono quel che scrive, preoccupato, Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat?» si domanda Cassese.

Le critiche alla stampa

Sabino Cassese da più parti viene indicato come uno dei “quirininabili” per il dopo Mattarella, ma il costituzionalista chiede alla stampa di concentrarsi sui veri problemi che affliggono gli italiani, senza riempire le pagine dei giornali con notizie che non appassionano nessuno. «Legga le statistiche Ocse sul numero dei laureati in Italia rispetto a quelli degli altri paesi. Parli con un gestore della sanità e si faccia dire in che condizioni è la sanità che si definisce territoriale. Veda come vengono assunti i giudici, quale è la loro produttività. Indaghi sul modo in cui si stanno facendo le assunzioni previste dal Pnrr. Controlli come vengono fatte le assunzioni nel settore pubblico, di questi tempi. Capirà quale è lo stato che lasciamo ai nostri figli e nipoti«. E rincara la dose: «Kafka ha scritto una volta che non leggeva i giornali perché lo informavano sulle cose, non gli spiegavano il senso delle cose. Per capire il senso delle cose, bisogna “prendre du recul” – dicono i francesi – guardare con altro occhio, capire il movimento dei tempi, distanziarsi, saper vedere l’andamento degli eventi».

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