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Open, la Giunta dice sì al conflitto di attribuzioni sul caso Renzi

Renzi
La Giunta per le immunità del Senato ha votato sul sequestro della corrispondenza operato dalla procura di Firenze ai danni di Renzi. Se passa in Aula, la Consulta verificherà la correttezza dei pm
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La Giunta per le immunità del Senato ha votato sì alla relazione della senatrice Fiammetta Modena, che aveva proposto di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale per il sequestro della corrispondenza operato dalla procura di Firenze ai danni di Matteo Renzi nell’ambito dell’indagine Open, in relazione al periodo in cui era già senatore, ovvero il 2018.

Il voto è arrivato oggi, dopo il no dei senatori alla pregiudiziale del senatore Pietro Grasso, che aveva sollevato un problema di competenze sostenendo che per costituzione e legge di riferimento il Senato può avere rapporto solo col giudice e non col pm. La Giunta ha anche respinto la pregiudiziale istruttoria della senatrice del Pd Anna Rossomando, che aveva invece chiesto l’acquisizione di nuovi atti sul caso Open, che vede Renzi indagato per concorso in finanziamento illecito. La relazione di Modena ha incassato 14 voti favorevoli e due voti contrari, tra i quali quello di Grasso, mentre si sono astenuti Pd e M5s. Sarà l’Aula del Senato, ora, a dare il via libero definitivo.

Il 24 novembre scorso Renzi era stato audito dalla Giunta, dove aveva depositato «quattro prove schiaccianti che il pm di Firenze ha violato l’articolo 68 della Costituzione in quattro passaggi», aveva affermato al termine della seduta. Si tratta di quattro mail ricevute da Renzi nell’agosto 2019, a lui inviate da Marco Carrai e acquisite senza previa autorizzazione, una nota della polizia giudiziaria in cui si riferisce del decreto di acquisizione del suo intero estratto conto bancario del periodo 2018-2020, firmato l’11 gennaio 2021, l’acquisizione dei messaggi Whatsapp scambiati con l’imprenditore Vincenzo Ugo Manes in occasione di un viaggio a Washington nella tarda primavera del 2018 e quelli scambiati con Carrai. Modena, nella sua relazione, ha evidenziato che «il sequestro della posta elettronica e in particolare delle quattro mail dell’agosto 2019, dei messaggi Whatsapp mandati dal senatore Renzi quando era in carica ed altresì dell’estratto conto inviato dalla banca al senatore relativo all’intero periodo 2018-2020 non è stato mai autorizzato dal Senato, al quale l’autorità giudiziaria avrebbe dovuto rivolgere preventivamente una richiesta di autorizzazione».

Nella seduta di oggi la Giunta ha anche approvato la relazione del senatore di Iv Giuseppe Cucca contro la richiesta di arresti domiciliari presentata dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti del senatore Luigi Cesaro di FI. I voti a favore della relazione sono stati 12, sette gli astenuti. Ora la parola passa all’Aula di Palazzo Madama.

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