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L’altolà dei giudici a Orban: «Il diritto Ue prevale su quello nazionale»

La Corte costituzionale ungherese respinge il ricorso del governo contro la sentenza della Corte Ue sulla deportazione dei migranti al confine con la Serbia
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La Corte costituzionale ungherese ha respinto il ricorso del governo che metteva in discussione la supremazia del diritto dell’Unione europea. Lo ha reso noto il portale «24.hu». La questione era stata sollevata dalla ministra della Giustizia, Judit Varga, contro una sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue sullo status degli stranieri soggiornanti illegalmente nel territorio. La sentenza aveva riconosciuto una violazione del diritto Ue da parte di Budapest per il fatto che deportasse migranti al confine con la Serbia. A detta della guardasigilli, la sentenza avrebbe determinato la permanenza indiscriminata di molti migranti nel Paese.

«Siamo a conoscenza della sentenza della Corte costituzionale ungherese in relazione all’attuazione della decisione della Corte Ue del 17 dicembre 2020. Analizzeremo questa sentenza in dettaglio, naturalmente spetta alle autorità ungheresi attuare le decisioni della Corte di giustizia europea, constatiamo che il verdetto non mette in discussione il principio della supremazia del diritto Ue», ha spiegato il portavoce della Commissione europea, Christian Wigand, nel briefing quotidiano con la stampa.

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