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La resistenza è servita: a Torino va in scena l’operazione No pass

Nasce la "Commissione dubbio e precauzione" con Agamben, Cacciari e Freccero: una pattuglia di intellettuali ed esperti pronti a combattere contro la «dittatura sanitaria»
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«La dittatura del Super Green Pass non va paragonata al nazismo. Andiamo più indietro, a duemila anni fa: Gesù fu condannato a morire sulla croce perché ha avuto il coraggio di manifestare il proprio pensiero». Parole e musica di Nunzia Alessandra Schilirò, la vicequestore di polizia sospesa dal servizio dopo aver rifiutato il vaccino. Che dopo aver contratto il virus, ha promesso che sarebbe tornata a dare battaglia contro la «dittatura sanitaria». E così è stato. Difatti Schilirò è tra i volti più noti di quanti ieri hanno raggiunto la “resistenza”: il movimento anti green pass nato ufficialmente ieri a Torino, che fa capo al docente di diritto civile ed ex candidato sindaco Ugo Mattei.

Parliamo della cosiddetta “Commissione dubbio e precauzione”, una pattuglia di intellettuali, vip ed esperti che guai a chiamarli “no vax”. «Dobbiamo capire quanti siamo e raccogliere capitale da trasformare in beni comuni: va contrastata la politica miserabile di oggi. Costruiremo un altrove», è il senso dell’operazione annunciata in una diretta fiume di oltre dieci ore. Decine e decine di interventi per un panel di tutto rispetto, che annovera tra le sue fila il filosofo veneziano Massimo Cacciari (che però ieri ha dato forfait) e il collega Giorgio Agamben (che è andato ben oltre Cacciari paragonando le misure del governo Draghi a quelle del Reich nazista). Presenti all’evento anche Carlo Freccero, noto comunicatore, già direttore di Rai 2, sul posto in veste di “portavoce”, e lo stesso Mattei che invece ha chiarito l’obiettivo del movimento: «Partiamo all’insegna del rigore scientifico lontano dalla propaganda dominante», ha spiegato, per «superare il draghismo, la prevalenza del capitale sui diritti della persona e dei beni comuni». Ma di cosa si occuperà la Commissione? Di «informare i cittadini, contro i media asserviti alla propaganda mainstream, e mobilitare, online e sul territorio, il nostro movimento». Il tutto con alla mano «documenti scientifici sepolti che hanno difficoltà a comparire», ha chiarito Freccero, il quale progetta una mappatura di «medici e avvocati che possano aiutare le persone licenziate o estromesse dal lavoro» per aver rifiutato il vaccino.

Tra gli interventi più attesi certamente quello di Agamben, che però ha parlato per pochi minuti. «Bisogna passare a una forma di agire più concreta – ha detto -. Serve lucidità perché gli avversari che abbiamo di fronte sono intellettualmente morti». A seguire una serie di accuse contro il «complotto di Big Pharma», condite dai consueti slogan no vax – «i veri untori sono i vaccinati, loro causano le varianti».  La diretta streaming in cui hanno parlato anche alcuni medici “dissidenti” e in cui sono stati evocati scenari apocalittici per la nostra democrazia non ha però raccolto grande partecipazione: poche migliaia le persone collegate su Youtube che trasmetteva l’evento fin dalle 8 del mattino. Ma non su Facebook: il social network di Mark Zukerberg non ha infatti permesso che l’incontro venisse mandato on line sulle sue pagine. «Vogliono oscurarci, questa è censura!», hanno tuonato gli organizzatori.

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