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«Stato di malattia, un diritto anche per i professionisti: il Dl fiscale preveda le tutele»

Andrea de Bertoldi (FdI), primo firmatario del ddl sulla tutela dei professionisti in malattia, che sarà esteso anche agli avvocati in quarantena da covid (Paolo Cerroni)
Parla Andrea De Bertoldi (FdI): «L'emendamento alla legge di Bilancio che abbiamo presentato è firmato dai rappresentati di tutti i principali partiti. E c'è un consenso generalizzato»
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È stato presentato un emendamento alla legge di conversione del D. L. 146/ 2021 ( Decreto Legge fiscale, che è parte della manovra di bilancio per il 2022) che riporta il testo dell’AS 1474, “Disposizioni per la sospensione della decorrenza di termini relativi ad adempimenti a carico del libero professionista in caso di malattia o di infortunio”, promosso dal senatore Andrea de Bertoldi.

L’emendamento (13.0.29), a firma dei senatori de Bertoldi (Fdi), Bagnai (Lega), Di Piazza (M5S), Marino (IV), Pittella (PD), Steger (Aut), Toffanin (FI), replica i contenuti del disegno di legge AS 1474, prevedendo che in caso di malattia, infortunio, o altra condizione inabilitante (come un parto prematuro), il libero professionista non può essere soggetto a responsabilità, né lo può essere il suo cliente, a causa del mancato rispetto dei termini per gli adempimenti nei confronti della Pa, nei 30 giorni successivi al verificarsi dell’evento.

Inoltre, si stabilisce che i termini relativi agli adempimenti verso le Pa (che devono ricevere la documentazione medica attestante l’impedimento e l’incarico del cliente al professionista) sono sospesi a decorrere dal giorno in cui il professionista è impedito, fino a 30 giorni dopo la dimissione dalla struttura sanitaria o la conclusione delle cure domiciliari. Per capire le ragioni dell’emendamento e le sue prospettive di approvazione, non resta che sentire il primo firmatario del Ddl AS 1464, nonché dello stesso emendamento 13.0.29, il senatore Andrea de Bertoldi.

Senatore, come mai si è deciso di utilizzare la formula dell’emendamento per approvare questa nuova disciplina?

I motivi sono 2: innanzitutto, dato che il Ddl è ancora in prima lettura, i tempi di approvazione di provvedimenti con scadenze, come il D. L. Fiscale, e la stessa Legge di bilancio, assicurano una maggiore tempestività, dovendo essere approvati nelle prossime settimane; ed in secondo luogo perché con i provvedimenti legati alla manovra di bilancio è più probabile trovare la copertura per i costi della misura, tanto più che il Parlamento ha una dotazione di 500 milioni di euro per finanziare le iniziative che ritiene più opportune.

A proposito di costi, quale è l’importo stanziato per questa misura, e come si pensa di finanziarlo?

La norma prevede uno stanziamento di 40 milioni di euro l’anno, che è il frutto di un calcolo realizzato congiuntamente dal Dipartimento Finanze del Mef e dall’Adepp ( che unisce una ventina di casse previdenziali dei professionisti, ndr), e in sede di discussione si può prevedere un importo compreso tra 35 e 43 milioni di euro. Per quanto riguarda la copertura, nell’emendamento si prevede una corrispondente riduzione del fondo ex art. 1, comma 200, della legge 190/ 2014, ma va riconosciuto che i margini di manovra nel Decreto Legge Fiscale non sono molto ampli, per cui siamo pronti a ripresentare lo stesso emendamento nella Legge di bilancio, dove vi sono maggiori risorse, come i 500 milioni di euro ricordati prima.

Quali sono le prospettive di approvazione di questo emendamento?

Sono piuttosto alte, visto che lo hanno firmato i rappresentanti di tutti i principali partiti, e che vi è un consenso generalizzato a sostenere questa misura, a cominciare dalla segretaria di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Inoltre, devo ammettere che, pur essendo il mondo delle professioni molto diversificato, non avevo mai visto una convergenza su uno stesso tema, come questo della tutela dei professionisti in caso di malattia e infortunio, da parte di tanti ordini professionali, casse previdenziali, e, non ultime, forze politiche.

 

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