Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Renzi chiama, l’Anm risponde: «Attacco inaccettabile alla magistratura»

Dopo il duro attacco sferrato ieri dal palco della Leopolda sul caso Open, il sindacato delle toghe si schiera con i magistrati fiorentini: «Da Renzi accuse gravissime»
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

«Secondo un ripetuto schema, il senatore Matteo Renzi ha mosso ieri, dal palco della Leopolda, ai magistrati fiorentini che hanno concluso le indagini relative alla fondazione Open, accuse gravissime e inaccettabili, come quella di voler imbastire “un processo politico alla politica”. Sono parole che gettano discredito non solo e non tanto sui magistrati impegnati in quel procedimento ma sull’intero ordine giudiziario e che, provenendo da un autorevole esponente politico, che ha rivestito anche in passato alte cariche istituzionali, sono capaci di ingenerare disorientamento nell’opinione pubblica e di minare la fiducia dei cittadini nell’Istituzione giudiziaria». Così in una nota la giunta esecutiva centrale dell’Anm, Associazione Nazionale Magistrati, dopo il duro attacco lanciato da Matteo Renzi alla kermesse fiorentina.

«Per questa ragione – scrive l’Anm – si avverte forte l’esigenza di ribadire la necessità che, fermo il diritto di critica delle azioni della Magistratura e l’inviolabile diritto di difesa di qualunque imputato, il loro esercizio, specie ad opera di rappresentanti della Politica, sia sempre ispirato al rispetto dell’autonomia e della indipendenza della giurisdizione, capisaldi di democrazia».

Nella seconda giornata della Leopolda, il leader di Iv ha dato la propria versione sulla vicenda Open, un «processo è impressionante», che ha impiegato «tantissime persone sottratte al loro lavoro di contrasto alla criminalità per dedicarsi al reato di finanziamento illecito alla politica». «Hanno cercato tra le mie mutande» per  un processo «politico alla politica», ha accusato Renzi, un processo «kafkiano», dove dovrà discutere con i magistrati  – che hanno «fatto pesca a strascico», sequestrando telefonini, iPad e computer di «gente che non c’entrava niente» –  di cosa è politica e cosa non lo è. Quindi l’affondo: forse «i magistrati pensano che le correnti in politica funzionano come nella magistratura. Ma non è così. Se facessimo ciò che fa il Csm prenderemmo avvisi di garanzie per traffico di influenze. La corrente dei renziano semplicemente non esisteva».

Ultime News

Articoli Correlati