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La Garante impegna le istituzioni: «La politica ascolti i minori»

Casellati e Fico rispondono all’appello: «Le Camere devono rendere più sistematico il loro coinvolgimento nella definizione delle principali scelte politiche e legislative»
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Attuare il diritto all’ascolto, riconosciuto dalla Convenzione di New York del 1989 a bambini e ragazzi attraverso la loro partecipazione alle decisioni che le istituzioni stanno assumendo: è questo l’impegno ribadito giovedì dai presidenti di Camera e Senato, insieme alla ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e la ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone, in vista della Giornata mondiale dell’infanzia, che si celebra ogni 20 novembre. A proporre una strada alle istituzioni l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti, che nel corso del convegno “Una società che ascolta: le nuove sfide per la partecipazione dei minorenni” ha presentato un manifesto di cinque punti per rendere concreto il diritto all’ascolto di cui sono titolari i più giovani, per un’Italia «nella quale nessuna decisione che coinvolga i bambini e i ragazzi venga presa dalle istituzioni senza prima averli ascoltati e senza aver tenuto in adeguata considerazione le loro opinioni».

Garlatti ha raccomandato in primo luogo alle istituzioni di accompagnare ogni futura scelta che interessi i minorenni con iniziative che promuovano la partecipazione degli stessi alla decisione, auspicando poi l’introduzione di una normativa che regolamenti – garantendo risorse – la partecipazione attiva dei minorenni alle scelte di carattere generale che li riguardano. Il terzo impegno riguarda l’istituzione, per tutte le pubbliche amministrazioni, di una piattaforma online ad hoc per le consultazioni di minorenni. Il quarto punto riguarda le scuole, alle quali la Garante chiede di prevedere l’inserimento, all’interno dell’offerta formativa scolastica, della partecipazione attiva dei minorenni come elemento dell’insegnamento di educazione civica, nonché come metodologia e pratica educativa. Infine viene raccomandata l’istituzione di una Giornata nazionale della partecipazione delle persone di minore età, con l’obiettivo di monitorare l’effettiva applicazione di tale diritto, di sensibilizzare sul tema e di promuoverne la cultura e la consapevolezza.

«Il Paese sta vivendo in questo particolare momento storico una fase di riprogettazione e di rilancio dalla quale i bambini e i ragazzi non possono essere lasciati fuori – ha evidenziato Garlatti –, è il momento giusto per attivare una nuova dinamica democratica, che preveda anche la partecipazione dei cittadini che hanno meno di 18 anni. Non solo perché è loro il futuro, ma perché appartiene a loro pure il presente». L’evento si è aperto con un messaggio della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, secondo cui «coinvolgere bambini e adolescenti nei principali processi decisionali che li riguardano rappresenta, ha evidenziato, «un percorso di progresso e civiltà che deve contrassegnare tanto l’azione del legislatore, quanto l’impegno di tutti alla costruzione di un tessuto sociale moderno e attento alle peculiarità e alle esigenze di ogni generazione».

Per il presidente della Camera Roberto Fico, occorre «individuare modalità congrue per coinvolgere sempre più i bambini e i ragazzi anche nella formazione delle decisioni politiche e amministrative che li riguardano». Pertanto, tutte le istituzioni, a partire dalle Camere, «devono rendere più sistematico il coinvolgimento dei minori nella definizione delle principali scelte politiche e legislative».

L’obiettivo delle istituzioni, ha poi evidenziato la ministra Dadone, è quello «di proteggere e tutelare le nuove generazioni, tutelare i diritti e promuoverli anche in termini di partecipazione». Durante la pandemia «ci siamo attivati e abbiamo creato ha evidenziato – un tavolo interministeriale, a cui abbiamo fatto sedere tutti i ministeri e le autorità coinvolte per riuscire a fare una analisi di tutte le attività che erano state messe in campo dai singoli ministri ma che erano tutte sparse e non raccolte all’interno di un documento unico. Questo ci ha permesso sul Tavolo del disagio di riuscire a produrre un documento conclusivo che non solo valutasse ciò che è stato definito disagio dei giovani», ma anche progettasse «azioni strategiche da portare avanti nei prossimi mesi proprio per sopperire alle carenze che ci sono state in una prima fase».

Bonetti, intervenuta con un messaggio video all’evento, ha evidenziato come il piano nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza «ha assunto la scelta di costituire un processo di responsabilità collettiva e di Paese nei confronti delle nuove generazioni. Educazione, equità e empowerment sono i tre assi di questo piano, con uno stile e un metodo di coprogettazione tra istituzioni, enti territoriali, terzo settore e comunità che si occupano di educazione e di promozione di cultura educativa». Per il ministro Bianchi, inoltre, «il tema dell’ascolto dei minori è di fondamentale importanza è lo strumento necessario allo sviluppo sostenibile del nostro Paese». A intervenire anche Licia Ronzulli, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. «Il diritto alla partecipazione ha trovato ampio spazio anche nell’ultimo Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, sul quale la Commissione bicamerale ha espresso proprio qualche settimana fa un ampio e articolato parere – ha evidenziato -. Abbiamo apprezzato la scelta del Governo di coinvolgere nella fase iniziale di elaborazione del Piano ragazzi e ragazze. Questo metodo partecipativo va senza dubbio ripreso, istituzionalizzato direi, e rafforzato, prevedendo anche qualche forma di costante interlocuzione con i ragazzi e le ragazze in sede di concreta attuazione delle Azioni previste nel Piano».

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