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“La Lega sta giocando sporco sui referendum sulla giustizia”

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Riccardo Magi non è rimasto indifferente sull'atteggiamento della Lega in merito alla raccolta firme per i referendum sulla giustizia. Ecco cosa contesta.
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Il presidente e deputato di +Europa, Riccardo Magi, in un’intervista a “La Notizia“, palesa il suo malumore per i quesiti referendari sulla giustizia su cui la Lega starebbe facendo un gioco sporco. Magi, lo ricordiamo, è il promotore dei quesiti rilanciati in primi dai Radicali. “L’aspetto più sconcertante è che prima aveva chiesto una proroga per la consegna delle firme per il referendum, e poi ieri ha presentato un emendamento soppressivo contro quella stessa norma. È un comportamento a dir poco sorprendente e direi anche strumentale”.

Magi: “Tutto ciò è sconcertante”

La Lega infatti stava raccogliendo le firme con i Radicali, presentando due ordini del gioco, uno al Senato e uno alla Camera, avanzando la proposta che la consegna delle firme slittasse a fino ottobre. Poi, però, è intervenuto un decreto legge del Governo, che Magi commenta così: “Ed è stato un bene perché in questo modo non si è creata disparità tra le tante campagne referendarie in corso: tutte hanno avuto modo di raccogliere le firme ed eventualmente consegnarle. Anzi: anche la Lega ne ha usufruito dato che ha raccolto firme fino a ottobre, pure se poi non le ha consegnate. E poi c’è stato il tanto discusso emendamento. Che io definirei sconcertante. È stato presentato un emendamento per sopprimere quello stesso decreto voluto dal Carroccio. Ma l’aspetto più assurdo è che quest’emendamento travolge il piano del diritto e affossa la credibilità del governo dato che, voglio ricordare, la Lega fa parte di quest’esecutivo e di questa maggioranza”.

La Lega “si sta vendicando”

Secondo Magi, la Lega sta assumendo un atteggiamento vendicativo. “Noi in pochi giorni abbiamo superato la soglia delle 500mi1a firme, loro no… Ma l’aspetto più grave è che non ci si è posti il minimo problema e si è preferito giocare sporco. Cosa che sembra accadere ogni volta che c’è di mezzo il tema cannabis legale… La verità è che questo tema viene tenuto sempre fuori dalla discussione politica”. E conclude: “Se fai una legge tra le più repressive d’Europa mandando piccoli spacciatori in cella e riempiendo le carceri col rischio sovraffollamento, e in tutto questo non riesci però a risolvere il problema dato che il consumo è in crescita così come i guadagni della criminalità, significa che hai sbagliato tutto. Tutti i responsabili di queste politiche dovrebbero ritirarsi”.

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