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«Col modello Luciani i giudici progressisti farebbero cappotto»

Luciani
L'onorevole Zanettin: "Non mi meraviglia la mobilitazione delle toghe sulla nuova legge elettorale per il Csm. Il modello Luciani? Non va bene".
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Secondo l’onorevole di Forza Italia Pierantonio Zanettin, che ha vissuto da laico la precedente consiliatura al Csm, la proposta di riforma del sistema elettorale elaborata dalla Commissione Luciani è «fumosa e incentiva il potere del correntismo».

Onorevole, da un lato il vicepresidente Ermini richiama la magistratura alla sobrietà e ad un passo avanti dal punto di vista etico, dall’altro assistiamo ad uno scontro aspro tra correnti sul nuovo sistema elettorale del Csm.

Da laico che ha partecipato alla vita del Csm, ho capito quanto esso sia fondamentale per qualsiasi magistrato. È l’organo di garanzia dal quale passa tutta la vita di un magistrato, dagli aspetti più banali fino alle promozioni.

Quindi avere un Csm rappresentativo è essenziale per i togati; di conseguenza il sistema elettorale non può essere considerata una questione banale ma al contrario è sostanziale. Alla luce di questo mi sentirei di scindere i due temi che lei mette invece a confronto: ha ragione Ermini a richiamare certi valori ma ciò riguarda l’esterno. Dopo tutto quello che è successo sia nella passata ma anche nella presente consiliatura, se solo pensiamo al problema non risolto dopo anni della Procura di Roma, avere un Csm che garantisca tutte le componenti è cruciale ed esula dal dibattito sull’etica.

Però lo scontro tra Magistratura indipendente ed Area è molto aspro. Che idea si è fatto?

Ho letto in particolare la presa di posizione di Area a favore del sistema Luciani che propone il voto singolo trasferibile. Francamente resto molto sorpreso dal tipo di argomentazioni addotte e dalla loro fallacia tecnica. Continuo a ripetere come un mantra in tutte le occasioni: di cosa parliamo quando parliamo di voto singolo trasferibile? Questa proposta non è mai stata declinata nel dettaglio, nella sua precisa concretizzazione. Siamo fermi alla relazione della Commissione che però è estremamente fumosa e le cui specificazioni sono state trasmesse ai capigruppo in modo orale dal professore Luciani a fronte di mie richieste di delucidazioni di merito nel corso di una seduta online che abbiamo fatto, se non erro, a fine maggio.

Cosa critica della proposta Luciani?

Bisogna avere il coraggio, che però essa non ha, di ammettere che voto singolo trasferibile significa introdurre le liste, perché il voto o passa da una lista ad un’altra o dal candidato con più preferenze al secondo, ma sempre all’interno di una lista. C’è un altro errore nel documento di Area. Loro scrivono che il sistema Luciani prevede più collegi di medie dimensioni nei quali verrebbero eletti 4 o 5 componenti. Non è così perché dal dialogo avuto con Luciani i 16 eletti sarebbero divisi tra: collegio dei pm con quattro eletti, quello della Cassazione con 2, i tre dei giudici ( uno per l’Alta Italia, uno per il centro, uno per il Sud) con 3 o 4 eletti.

Questa considerazione fa emergere il fatto che ci sarà una concentrazione di tipo maggioritario. È di fatto un sistema elettorale che prevede le terzine e le quartine. Area dirà ai suoi iscritti e simpatizzanti ‘ nella Cassazione mettete Tizio e Caio’ così, se faranno le giuste alleanze, li eleggeranno entrambi. Quando sostengono che il voto è più libero non è vero, e spiego perché. Gli elettori potenziali sono circa 9000, vanno a votare in 7000 in seggi costituiti nei singoli uffici giudiziari: ci saranno seggi da 600 elettori e seggi da 15 elettori. Così il sistema Luciani, che Area appoggia, consentirà ex ante ed ex post il controllo del voto.

Quindi non è un voto che ci libera dalle correnti?

Assolutamente no, anzi è una forma che incentiva il potere delle correnti. Posso capire che Area, gruppo teoricamente dominante, con un’organizzazione quasi militare sul territorio, sposi il sistema Luciani: così conquisterà una egemonia nella magistratura molto forte. Ma sempre per questo comprendo le preoccupazioni di gruppi minori come A& I e Articolo 101. Come ho detto alla ministra Cartabia, richiamando la sua cultura costituzionale, un sistema maggioritario si può accettare in nome della governabilità nei sistemi politici ma non negli organi di garanzia come è il Csm. L’unico sistema per invertire in parte la rotta del correntismo è dunque quello del sorteggio temperato.

Lei evoca due aggregazioni più piccole ma anche MI esprime gli stessi timori.

Ma è un gruppo grande che credo sarà in grado di costruire ampi consensi.

Onorevole ma sul sorteggio temperato farete le barricate in sede di confronto con le altre forze di maggioranza? Costituirete un blocco unico con il M5S?

La ministra Cartabia ci ha chiesto un parere. Noi abbiamo esposto il nostro pensiero e messo in rilievo le criticità. Ora siamo in attesa della sintesi da parte di via Arenula. È chiaro che noi faremo le nostre battaglie, però nei limiti in cui sarà possibile. Il mio timore è che poi arrivi il famoso maxi emendamento del Governo senza essere stato preceduto da una adeguata discussione. Sarebbe il caso, come da noi già proposto, che in attesa che il Governo chiarisca la sua posizione in Commissione Giustizia si aprisse un dibattito sul Csm e sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. In particolare sulle porte girevoli, sulle valutazioni di professionalità e sui magistrati fuori ruolo.

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