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Locatelli: «Manifestazioni no-vax al limite dell’ingiustificabile»

Il coordinatore del Cts: «Un lockdown per i non vaccinati? Soluzione non praticabile in Italia»
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I dati Covid non preoccupano in Italia, ma questa situazione «non è il frutto di una congiuntura astrale, ma di un lavoro importante fatto con le vaccinazioni, non abbandonando le mascherine e anche con il contributo del green pass». Lo spiega Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente del Consiglio superiore di Sanità, ospite a “Mezz’ora in più” su Rai3.
Paragonando i dati di ieri con quelli del 6 novembre 2020, ora «abbiamo 6.746 casi ieri, un anno fa ne avevamo quasi 38mila, ieri abbiamo avuto 31 decessi dolorosissimi ma nella stessa giornata dell’anno prima erano 446, abbiamo meno di 400 posti letti occupati nelle terapie intensive a fronte dei 2.500 dell’anno scorso tutto. È chiaro che tutto questo è dovuto alla protezione conferita dai vaccini», spiega. Nel confronto con i due paesi dimensionalmente come popolazione simili all’Italia, «noi abbiamo su tutta la popolazione quasi il 78% di vaccinati e siamo 5 punti sopra la Germania e 3 punti e mezzo sopra la Francia», afferma Locatelli che ribadisce come la «strada maestra» sia quella di continuare a vaccinare.
Rispondendo ad una domanda su un possibile lockdown per i non vaccinati, Locatelli spiega che «la praticabilità sia in termini concreti e operativi sia per quel che riguarda la compatibilità con i diritti costituzionali è alquanto problematica, quindi non credo che sia una soluzione in questo momento proponibile nel nostro Paese. Ha magari un suo razionale medico, ma la misura non è considerabile».
Ma sulle manifestazioni no-vax non ha dubbi: «La resistenza ai vaccini? Dopo una prima fase di solidarietà, c’è stato malessere sociale aumentato dal disagio economico, ma trovo le manifestazioni incomprensibili se non al limite dell’ingiustificabile, specialmente quando sfociano nelle violenze che le hanno connotate. Di fatto abbiamo cercato di offrire le migliori misure di protezioni e le misure sono state pilastri importanti per la situazione oggi in Italia, tra le migliori d’Europa», evidenzia. «La sobrietà comunicativa è essenziale per non generare sfiducia che non significa nascondere qualcosa. Bisogna dare messaggi veri, solidi e non per avere qualche titolo di giornale. Non mi sento sintonico con il servizio di Report», aggiunge. E sulla terza dose afferma: «In settimana faremo una riflessione sull’abbassamento dell’età».

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