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Il Viminale: nei Cpr assicurare il rispetto di diritti e dignità

Viminale
La direttiva del Viminale ha recepito le osservazioni del Garante Nazionale per l'assistenza psicologica e le attività ricreative, ma anche per la cura e il sostegno ai migranti vulnerabili rilasciati.
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I prefetti devono assicurare assistenza psicologica e attività ricreative nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), ma anche cura e sostegno ai migranti vulnerabili rilasciati. Parliamo della direttiva del Viminale che non solo, com’è stato reso già noto, ha disposto la chiusura dell’ospedaletto del Cpr di Torino, ma in seguito ha recepito anche le altre osservazioni rese dal garante nazionale delle persone private della libertà. La circolare del Viminale che ha come oggetto “Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Iniziative per il miglioramento delle condizioni di trattamento sotto il profilo sociale e psicologico”, fa riferimento ai rapporti relativi alle visite nei Cpr redatti dal Garante nazionale. Ed è lì che sono state rappresentate talune carenze nell’assistenza di natura socio – psicologica a favore dei trattenuti.

Sul punto, il Viminale sottolinea che sulla base di quanto previsto dal vigente regolamento unico Cie, approvato con decreto del ministro dell’Interno del 20 ottobre 2014, nei casi in cui «a seguito delle visite effettuate nel Centro (…) emerge la necessità di trasferire lo straniero in una struttura ospedaliera per ulteriori accertamenti o per la prestazione di cure, il medico responsabile informa il direttore del Centro che provvede tempestivamente a disporre l’accompagnamento dello straniero…», a tal fine, è altresì previsto che «il Prefetto provvede al coordinamento con strutture sanitarie pubbliche per la prestazione delle cure e dei servizi specialistici (…), attraverso la stipula di protocolli d’intesa».

Al riguardo, in considerazione di quanto indicato in premessa, il ministero dell’Interno rappresenta la necessità di provvedere alla stipula dei suddetti protocolli, ove non già provveduto, e se del caso di rafforzarne il contenuto, «valutando – si legge nella circolare – l’inserimento di ogni utile previsione idonea a migliorare l’efficacia degli interventi nello specifico settore e prevedendo, altresì che, anche in fase di rilascio dal Cpr, vengano prestate le cure e l’assistenza necessarie a tutelare l’integrità fisica dei migranti, nell’ambito del quadro normativo vigente».

Il ministero, inoltre, ritiene utile richiamare l’attenzione sulla possibilità – sempre nell’ottica del miglioramento dei servizi – di stipulare accordi di collaborazione con enti, associazioni di volontariato e cooperative di solidarietà sociale, anche al fine di favorire lo svolgimento di attività ricreative all’interno dei Centri.

Non solo. Il Viminale evidenza la necessità di assicurare, mediante l’attività di controllo e di monitoraggio, la corretta erogazione, nell’ambito di tali strutture, tra gli altri, dei servizi di assistenza sociale e psicologica, secondo quanto stabilito dalle convenzioni in essere con gli enti gestori ed alla luce di quanto previsto dal vigente Capitolato generale di appalto di cui al decreto del ministro dell’Interno del 29 gennaio 2021.

La circolare, nell’evidenziare, in linea generale, l’importanza di attivare ogni utile iniziativa volta al miglioramento complessivo dei servizi a favore delle persone trattenute, nell’ottica di alleviare l’afflittività della permanenza nei centri e di assicurare il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute e della loro dignità, chiede di conoscere le iniziative assunte.

Ricordiamo ancora una volta, che il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale il 14 giugno 2021 aveva effettuato una visita di follow up al Centro di Torino  il giorno della visita erano presenti 100 cittadini stranieri), a seguito del suicidio, all’interno del Cpr, del cittadino guineano Musa Balde. Nel Rapporto sulla visita aveva formulato diverse Raccomandazioni tra cui la necessità di ovviare alle carenze nell’assistenza socio- psicologica alle persone trattenute. Il Garante, in merito alla circolare, accoglie molto positivamente il riferimento alla necessità di favorire, mediante accordi con enti, associazioni di volontariato e cooperative di solidarietà sociale, lo svolgimento di attività ricreative all’interno dei Centri, peraltro così come previsto dal Regolamento unico Cie.

Nel valutare con soddisfazione l’accoglimento di proprie Raccomandazioni, volte a innalzare la tutela dei diritti e della dignità delle persone trattenute, il Garante Nazionale auspica che vengano tempestivamente rese operative.

 

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