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Clima, l’accordo dei grandi della Terra: tetto fissato a 1,5 gradi

Si chiude il G 20 di Roma con al centro il clima che ha come protagonisti i 20 Grandi della Terra. Il principe Carlo: “Cop26 è l’ultima chance”
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I leader s impegnano a mantenere il surriscaldamento medio globale ben sotto i 2 gradi Celsius e a limitarlo a 1,5 gradi rispetto ai livelli pre-industriali. Lo si legge nella dichiarazione finale del vertice del G20 in corso a Roma. «Ci impegniamo ad affrontare la minaccia critica e urgente del cambiamento climatico e a lavorare insieme per garantire una Cop26 di successo a Glasgow. A tal fine, riaffermiamo il nostro impegno per la piena ed effettiva attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul clima e dell’Accordo di Parigi», si legge nel documento. «Riconosciamo che gli impatti del cambiamento climatico a 1,5 gradi Celsius sono molto inferiori rispetto a 2 gradi Celsius. Mantenere l’obiettivo di 1,5 gradi a portata di mano richiederà azioni e impegno significativi ed efficaci da parte di tutti i Paesi, tenendo conto di diversi approcci, attraverso lo sviluppo di chiari percorsi nazionali che allineino l’ambizione a lungo termine con obiettivi a breve e medio termine», prosegue la dichiarazione. «Attendiamo con impazienza una Cop26 di successo», si legge nella dichiarazione. Il principe Carlo intervenendo al summit G20 ha dichiarato: “La Cop26 che inizia domani è ultima chance” che abbiamo per affrontare la crisi climatica, “dobbiamo tradurre le parole in fatti”, “sono in gioco il futuro dell’umanità e della natura e dobbiamo approfittare di questa opportunità per lanciare un piano di ripresa verde” per salvare il pianeta, “il settore privato è qui ed è pronto a giocare un ruolo significativo”.Quanto al carbone, il testo finale prevede la fine dei finanziamenti statali delle centrali a carbone a partire dal 2021.

I leader del G20 si impegnano anche ad aumentare gli sforzi per garantire un accesso tempestivo ed equo a vaccini efficaci contro il Covid-19, soprattutto nei Paesi a medio e basso reddito. È uno dei punti contenuti nella dichiarazione finale del vertice del G20. I leader globali, si legge, riconoscono che i vaccini sono tra gli strumenti più importanti a disposizione per combattere la pandemia. I Paesi del G20 si impegnano ad adottare misure per contribuire ad aumentare la fornitura di vaccini e prodotti medici essenziali nei paesi in via di sviluppo e rimuovere i relativi vincoli di approvvigionamento e finanziamento, con l’obiettivo di vaccinare almeno il 40 per cento della popolazione in tutti i paesi entro la fine del 2021 e il 70 per cento entro la metà del 2022.

I leader si impegnano inoltre a rafforzare le strategie globali per sostenere la ricerca e lo sviluppo, nonchè per garantire una produzione e distribuzione rapida ed equa in tutto il mondo, anche rafforzando le catene di approvvigionamento e ampliando e diversificando la capacità di produzione globale di vaccini a livello locale e regionale.

La pandemia haesacerbato le diseguaglianze nei mercati del lavoro dei Paesi del g20, colpendo in maniera sproporzionata i lavoratori vulnerabili. È quanto si legge in uno dei punti della dichiarazione finale del G20 di Roma. Pertanto i leader si impegnano, in cooperazione con i partner del settore sociale, «adadottare approcci politici umano centrici» per promuovere il dialogo sociale e assicurare una maggiore giustizia. A tale scopo, proseguono, «rafforzeremo i nostri sistemi di protezione sociale». «Lavoreremo per assicurare condizioni di lavoro dignitose per i lavori da remoto e sul posto e per adattare le cornice di regolamentazione alle nuove forme di lavoro», si legge nella dichiarazione finale.

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