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La prima manovra dell’era Draghi: accordo su pensioni e reddito

Draghi
Fondo di 600 milioni per il pensionamento anticipato dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un’età di almeno 62 anni
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La prima manovra di Mario Draghi? Pensioni, reddito di cittadinanza e piccole e medie imprese. E poi ancora l’addio al cashback, il taglio dell’Iva sugli assorbenti e la proroga del superbonus 100 per cento. Sono alcune delle misure contente nei 185 articoli della bozza di manovra che il governo ha varato in Consiglio dei ministri e che valgono 30 miliardi di euro, di cui 23 miliardi e 400 milioni in deficit.

Nello specifico, arriva un fondo di 600 milioni in tre anni per il pensionamento anticipato dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un’età di almeno 62 anni, e viene confermata quota 102 per un anno.

Sempre in tema di pensioni, vengono prorogate di un anno anche Ape social e Opzione donna. La Fiom, in disaccordo «con quota 102, la mancata riforma delle pensioni e la manovra nel suo insieme», ha indetto un pacchetto di otto ore di sciopero. «L’impegno del governo è tornare in pieno al contributivo, che costituisce la scatola entro cui si possono aggiustare tante cose – ha detto Draghi in conferenza stampa dopo il Cdm – Ma il governo rimane disponibile al confronto con le parti sociali».

Cashback e tagli fiscali

Otto miliardi serviranno inoltre a ridurre l’Irpef «con l’obiettivo di ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e le aliquote marginali effettive», e l’Irap, mentre è confermato il taglio dell’Iva al 10 per cento sugli assorbenti e sui tamponi non compostabili.

Sul fronte superbonus edilizio al 110 per cento, esso viene riconosciuto ai proprietari di prime case monofamiliari fino a dicembre 2022 con redditi Isee fino a 25 mila euro, mentre è ufficiale la fine del programma cashback (già sospeso da inizio luglio): nell’articolo 165 della bozza si legge infatti che «il programma di attribuzione di rimborsi in denaro per acquisti effettuati mediante l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici si conclude il 31 dicembre 2021, ferma restando la sospensione» già in atto. «Tagliamo le tasse, stimoliamo gli investimenti e miglioriamo la spesa sociale, con particolare attenzione ai giovani e alle donne – ha aggiunto il presidente del Consiglio Mario Draghi – Il paese probabilmente crescerà quest’anno ben oltre il sei per cento ed è un momento per l’Italia molto favorevole».

Reddito di cittadinanza

Importanti novità anche sul reddito di cittadinanza, che viene rifinanziato per oltre un miliardo all’anno fino al 2029 ma con alcune modifiche dopo una telefonata tra Draghi e Conte avvenuta prima del Cdm. Stop all’assegno dopo due rifiuti, e non più tre, a un’offerta di lavoro. Si prevede inoltre che la domanda di RdC resa dall’interessato all’Inps per sé e tutti i componenti maggiorenni del nucleo «equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, ed è trasmessa dall’Inps all’Anpal, ai fini dell’inserimento nel sistema informativo unitario delle politiche del lavoro». Ciò significa che «la domanda di RdC che non contiene le dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro è improcedibile».

Riforma degli ammortizzatori sociali

Arriva anche l’attesa riforma degli ammortizzatori sociali: con quattro miliardi e 500 milioni di saldo netto nel 2022 e tre miliardi di indebitamento, lo schema incluso nel ddl di bilancio prevede, tra le novità, l’estensione degli ammortizzatori alle imprese sotto i 5 dipendenti; la cassa integrazione straordinaria per tutti i datori di lavoro con più di 15 dipendenti a prescindere dal settore; una Naspi allargata ai lavoratori discontinui, con un taglio al decalage che parte dal sesto mese e dall’ottavo per i 55enni; ammortizzatori per i lavoratori dipendenti del settore pesca e marittimi e la possibilità di accedere all’indennità di disoccupazione per collaboratori autonomi e cococo. Importante anche l’aumento del Fondo di garanzia per le Pmi, che viene incrementato di 520 milioni di euro per il 2024, di un miliardo e settecento milioni per il 2025, di 650 milioni per il 2026 e di 130 milioni per il 2027.

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