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Open Arms, Salvini alla sbarra. Deporrà anche Richard Gere

Al via il processo all'ex ministro dell'Interno: è accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per i ritardi nello sbarco di 147 migranti soccorsi nell’agosto 2019. Prossima udienza fissata al 17 dicembre
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Il presidente della seconda sezione penale del tribunale Roberto Murgia ha ammesso tutti i testi di accusa e difesa al processo Open Arms a carico di Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per i ritardi nello sbarco di 147 migranti soccorsi nell’agosto 2019 dalla Ong spagnola. Verrano sentiti, tra gli altri, l’ex premier Conte e la ministra Lamorgese e l’attore Richard Gere. Con loro anche l’ex premier maltese Joseph Musca. Il presidente ha quindi rinviato il processo al 17 dicembre. La procura per quell’udienza citerà sette testi.

Il processo iniziato stamattina nell’aula bunker del carcere palermitano di Pagliarelli si è aperto con l’appello delle parti. Il presidente Roberto Murgia, ha preso atto delle presenza in aula dell’imputato, difeso da Giulia Bongiorno. In aula il procuratore della Repubblica, Francesco Lo Voi, con l’aggiunto Marzia Sabella e i sostituti Calogero Ferrara e Giorgia Righi.

Subito alcune questioni preliminari, tra cui l’ammissione delle liste testi depositate dalle parti. Il procuratore ha annunciato l’integrazione documentale e il deposito di alcuni atti, tra cui alcuni irripetibili. «Alcuni atti sono relativi esclusivamente a valutare la procedibilità – ha detto Lo Voi – interloquendo con la Corte». La Procura di Palermo a inizio udienza ha chiesto al tribunale anche l’interrogatorio del leader della lega. Tra le richieste probatorie anche le testimonianze di Giuseppe Conte è Luciana Lamorgese.

A inizio udienza è stata quindi formalizzata la richiesta di deposizione di Richard Gere dal legale di parte civile della ong Open Arms. L’attore nell’agosto del 2019, prima dello sbarco, salì a bordo della nave per portare viveri. Richiesta accolta dal presidente della II sezione penale, Roberto Murgia. La procura si era opposta – «Al di là della spettacolarizzazione data dalla presenza di una star internazionale, che non interessa questa Procura, ci sono ben altri e ben più qualificati testi che possano riferire sulle condizioni complessive dell’imbarcazione, sullo stato dei naufraghi e del personale di bordo. Quindi al di là degli aspetti solidaristici che apprezziamo, non ci pare che la testimonianza di Richard Gere possa apportare un contributo decisivo per la definizione di questo procedimento», ha spiegato Lo Voi. Ma poco prima, la difesa di Open Arms, che aveva citato l’attore americano aveva ribadito: «Gere è stato a bordo della nave il 9 agosto 2019 e ci può riferire quali fossero le situazioni complessive a bordo».

«Il significato di essere oggi qui è per ottenere un segnale di giustizia», ha detto Oscar Camps, il fondatore e direttore della ong spagnola Open Arms, al suo arrivo stamattina al carcere Pagliarelli. «Salvare persone non è un delitto – ha proseguito – ma è un obbligo non solo dei capitani, ma per gli Stati tutti. Agevolare l’individuazione di un porto sicuro, indipendentemente dalla situazione amministrativa di un Stato e dagli accordi di uno Stato, non ha nulla a che vedere con la situazione politica. È un atto umanitario».

Intanto il Carroccio ricorda che il gup di Catania ha già smontato le accuse all’ex ministro dell’Interno: «Lo si legge chiaramente alle pagine 77, 78 e 79 della sentenza di non luogo a procedere pronunciata dal gup Nunzio Sarpietro per il caso Gregoretti». «Open Arms, ha scritto il giudice, “rimaneva per giorni tra le acque libiche e quelle maltesi, soccorrendo in tre diverse occasioni circa 130 persone, trasportandole, come detto, a Lampedusa, e dopo aver rifiutato lo sbarco di 39 migranti nell’isola di Malta, e dopo aver rifiutato due diversi Places of safety indicati dal governo spagnolo, prima in Algeria e poi nelle isole Baleari. In particolare, poi, i naufraghi sbarcarono, come detto, a seguito dell’emissione in via di urgenza del decreto di sequestro preventivo adottato dal procuratore della Repubblica di Agrigento”», si legge nel testo diffuso dalla Lega.

Davanti al carcere Pagliarelli stamattina campeggiava un cartello con la scritta: «Signor Salvini è cosi che lei salva vite innocenti?». Ad esporlo durante un flash mob sette ragazzi del movimento artistico-culturale Our Voice. Durante la performance, il leader del Carroccio è stato rappresentato seduto su uno scranno mentre ai suoi piedi quattro ragazzi seminudi ricoperti d’oro e d’argento allungano le braccia verso altri due giovani che rappresentano il continente africano. «Con questa performance artistica – afferma Sonia Bongiovanni fondatrice di Our voice – denunciamo i politici come Matteo Salvini che spesso non si impegnano per proteggere e salvare le vite innocenti che sono morte nel mar Mediterraneo. Abbiamo voluto mostrare Salvini come un politico che ha in mano le risorse rubate all’Africa dal capitalismo occidentale, mentre i ragazzi sono le risorse africane che vengono estirpate dalle loro terre. Gli altri due giovani, Thierno Mbengue, originario del Senegal, e Dennis Pinzone, di origini boliviane, rappresentano l’unione dei popoli in tutto il mondo».

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