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Loggia Ungheria, nuovi indagati: c’è anche Luigi Bisignani

Loggia Ungheria
La procura di Perugia, nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta Loggia Ungheria, indaga anche su Luigi Bisignani. "Nella mia vita mai stato massone".
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Cinque indagati e un’ipotesi ancora da verificare, legata alla presunta esistenza di una loggia segreta chiamata Ungheria della quale ha parlato l’avvocato Piero Amara. Ne avrebbero fatto parte – secondo le sue dichiarazioni – figure istituzionali e diversi magistrati e avrebbe condizionato diverse nomine e incarichi. Denis Verdini e Luigi Bisignani gli ultimi nomi emersi che si aggiungono a quelli dello stesso Amara, di un suo ex collaboratore Alessandro Ferraro e del suo ex socio Giuseppe Calafiore.

Loggia “Ungheria”, quali sono le accuse

Violazione della legge Anselmi, che proibisce le associazioni segrete, il reato ipotizzato. Bisignani è stato sentito ieri nel capoluogo umbro dai magistrati e dalla guardia di finanza. Davanti agli inquirenti avrebbe negato l’esistenza della Loggia e ogni suo coinvolgimento nella vicenda. Nei prossimi giorni sarà invece ascoltato Verdini, ora agli arresti domiciliari dopo che è diventata definitiva la condanna a sei anni di reclusione per il processo relativo al crac del Credito cooperativo fiorentino. Interrogatori decisi dopo episodi specifici citati da Amara e per verificare la fondatezza delle sue affermazioni. È per questo che gli inquirenti hanno deciso di procedere a sentire Bisignani e Verdini con le garanzie difensive.

Indagano gli stessi pm del caso Palamara

L’inchiesta sulla presunta loggia Ungheria è partita dopo le dichiarazioni di Amara, ora in carcere per altre vicende giudiziarie, alla procura di Milano. Verbali riempiti nel 2019nell’ambito delle indagini sul falso complotto per depistare le indagini sul blocco petrolifero Opl245 e la presunta corruzione in Nigeria da parte dell’Eni, processo poi chiuso con l’assoluzione di tutti gli imputati. Le dichiarazioni avevano scatenato un nuovo polverone intorno al Csm e rivelato un contrasto all’interno della procura di Milano. Essendo state chiamate in causa da Amara anche alcune toghe in servizio a Roma il fascicolo è poi finito per competenza alla procura di Perugia dove a coordinare le indagini sono il capo dell’ufficio Raffaele Cantone e i sostituti Gemma Miliani e Mario Formisano. Lo stesso gruppo di lavoro che si sta occupando dell’inchiesta con al centro l’ex consigliere del Csm Luca Palamara.

Gli inquirenti hanno quindi cominciato a ricostruire i rapporti tra le persone indicate da Amara alla ricerca di elementi che possano avvalorare o smentire le affermazioni del legale sulla presunta esistenza della loggia Ungheria. Accertamenti coperti dal massimo riserbo. Negli ultimi tempi i magistrati avrebbero comunque compiuto diversi atti istruttori e sentito nuovamente lo stesso avvocato Amara. Il 29 settembre scorso nel capoluogo umbro c’è stato tra l’altro un vertice di coordinamento tra le procure di Perugia e di Milano.

All’inizio del maggio scorso i pm perugini avevano notificato ad Amara un avviso di conclusione indagini per concorso in millantato credito e traffico di influenze illecite per la consegna, insieme all’altro legale Giuseppe Calafiore, di 30mila euro all’ex funzionario dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna Loreto Francesco Sarcina come presunto prezzo della mediazione illecita dell’ex agente dei Servizi verso pubblici ufficiali.

Bisignani si difende

«Stanno indagando su tutte le persone messe in mezzo in questa fantomatica Loggia “Ungheria”. Sono stato sentito per circa 40 minuti, ho risposto a tutte le domande dicendo che di questa loggia ho sentito parlare solo dai giornali e che non so assolutamente niente». Così all’AdnKronos Luigi Bisignani. «Sono indagato, sono tutti indagati, perché stanno facendo i riscontri su quanto ha riferito Amara – spiega Bisignani -, e io ho ribadito che non so nulla della Loggia “Ungheria” e che ogni volta che spunta fuori una Loggia mi tirano in ballo. Stop! Non so nemmeno cosa mi contestano, credo la violazione della Legge Anselmi, sentono tutti, tutti indagati insomma, ma è tutto molto tranquillo e sereno». «Quando ci sono questi polveroni – chiosa Bisignani -, alla fine qualcuno che ti chiama c’è sempre, non mi meraviglia, non è la prima volta né sarà l’ultima, ogni volta che c’è una Loggia mi mettono in mezzo e ogni volta ne esco fuori. E l’ho proprio messo a verbale, non sono mai stato massone, non ho mai fatto parte di nessuna Loggia, e della Loggia “Ungheria” non ho mai saputo niente. Ma non mi sconvolge più di tanto, assolutamente nessuna preoccupazione».

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