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Da Napoli la sfida di Magistratura indipendente sul nuovo Csm

magistratura indipendente
Convegno a Napoli di Magistratura indipendente dal titolo "Le riforme della giustizia. La cultura della giurisdizione: il fine può giustificare i mezzi?".
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Anche Magistratura indipendente, la corrente moderata delle toghe, dopo il gruppo progressista Area, ha ripreso l’organizzazione di eventi in presenza, interrotti in questi mesi a causa del Covid. Primo appuntamento ieri a Napoli con il convegno dal titolo “Le riforme della giustizia. La cultura della giurisdizione: il fine può giustificare i mezzi?”.

Diversi i temi in agenda: le modifiche del processo civile e penale, il futuro dei giovani magistrati, le modifiche all’ordinamento giudiziario e al Csm.

“Vogliamo sollecitare una riflessione sulle riforme della giustizia volute dal governo”, dicono le toghe di Mi. Ad esempio: “Cosa rende dissonanti le previsioni sulla giustizia civile e quelle contenute nel Pnrr i cui interventi si pongono esplicitamente in una prospettiva fortemente imprenditoriale: soldi in cambio di riforme, per un sistema in cui la competitività è il massimo principio regolatore”.

“Da un lato assistiamo al panpenalismo, con il limite della improcedibilità in luogo di una robusta depenalizzazione, dall’altro lato c’è la economizzazione della giustizia civile, nel duplice senso di voler anche risparmiare sulle fasi processuali’, ricordano i magistrati di Mi. “Ed in mezzo – aggiungono – ci sono avvocati e giudici, sui quali si ribalta il carico della responsabilità dell’eventuale mancato raggiungimento di obiettivi, va detto, estremamente ambiziosi fissati unilateralmente dal governo!.

“È illusorio pensare che la durata del processo civile dipenda dal rito adottato, eppure il legislatore si appresta, ancora una volta, a modificarlo. Si tratta di modifiche calate dall’alto, senza una effettiva conoscenza delle variegate realtà giudiziarie, che evidenziano una efficienza a macchia di leopardo!, ha dichiarato Edoardo Cilenti, ex segretario generale dell’Anm, intervenendo sul civile. !Ciò non dipende evidentemente – ha puntualizzato – dalle norme processuali, che sono uguali in tutta Italia, ma da fattori sociali, operativi, organizzativi!.

Ad aprire i lavori la presidente di Mi Luisa Napolitano. Oggi è previsto l’intervento del vice presidente del Csm David Ermini. Chiuderà il convegno il segretario Angelo Piraino. Non poteva mancare un accenno ai recenti scandali che hanno coinvolto le toghe. “La magistratura in questo momento deve prima di tutto recuperare credibilità’, è stato da più parti ricordato. «Serve ricostruire un rapporto fiduciario con i cittadini», ha sottolineato il procuratore di Napoli Giovanni Melillo.

 

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